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Carne a... sei zampe.

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Constantin
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Viandante Ad Honorem
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Carne a... sei zampe.

Cavallette fritte e larve di ape, grilli saltati e cicale lesse... Gli insetti, con le loro qualità alimentari, stanno per arrivarci in tavola.
O quasi.
Alla degustazione organizzata dalla società Umanitaria al Coop. Forum Center dell'Expo di Milano il 27 ottobre scorso c'era una gran folla, per niente scoraggiata dalle particolarissime tartine sulle quali campeggiavano insetti d'ogni tipo. Un vero successo di critica e di pubblico, ma in Italia non troveremo per un bel pò queste delicatezze in alcun ristorante. Perfino all'Expo inizialmente gli insetti erano stati messi all'indice, la così detta " carne a sei zampe " è considerata novel food, cioè " cibo nuovo ", quindi priva di autorizzazione, dato che sino al 1997 non veniva consumata in modo significativo nell'Unione Europea. Gli organizzatori dell'Umanitaria avevano ottenuto dal ministero della Salute il permesso per quell'unica degustazione, e soltanto dopo che l'Asl aveva garantito l'assenza di rischi sanitari.
Eppure l'arrivo del grillo fritto, del coleottero lesso nei nostri menù non è così lontano nel futuro. E se la prospettiva non ci entusiasma l'ostacolo è soltanto culturale. L'aragosta apprezzata come cibo e vera prelibatezza, secondo le ultime ricerche presentate alla Society for Integrative and Comparative  Biology è una cugina degli insetti, e lei stessa non sembra poi un insetto gigante con tutte quelle gambe e le antenne? Dai romani (antichi) non a caso veniva chiamata "locusta". In passato la dieta degli europei contemplava gli insetti propriamente detti: il filosofo greco Aristotele scriveva che le cicale hanno un ottimo sapore e sono uno spuntino di lusso.
Di fatto il sospetto nei confronti degli insetti si sviluppò di pari passo con l'agricoltura, quando essi vennero considerati parassiti per i raccolti.
Non Ovunque però, in più di 100 nazioni al mondo, soprattutto in Africa, America Latina, Australia, Asia e zone sul Pacifico, per circa 2 miliardi di esseri umani, gli insetti di circa 2.000 specie rappresentano una grassa fetta della dieta quotidiana. E ora anche in Europa, ristoranti di Londra, Haarlem, Berlino e Francoforte comprendono nel menù pietanze a base di questa classe di animali.
E anche il palato vuole la sua parte:
Bruchi, apprezzati in Sudafrica ed Asia ma anche in Francia e Belgio. Fatti saltare in padella ricordano il sapore delle patatine fritte;
Cicala, consumata in Africa e Asia, dopo la muta, il corpo è soffice e sugoso, si mangia anche fritta;
Cavalletta, si mangia in Africa, America, Thailandia, Sud America, ha il sapore del gambero o del gamberetto;
Larve di vario genere, falena, ape, vespa vanno dal sapore di pollo a quello di pancetta e funghi;
Locuste, mangiate in Africa, Cina e America dove sciamano, dal sapore di gamberoni alla brace, sono comprese anche nella dieta ebraica.
E poi tanti insetti ancora, dalle termiti alle uova di formica e altre larve di vario tipo, tutte ricercate e dall'ottimo sapore.
Nutrirsi di insetti non è semplice curiosità culinaria. E' da sempre la soluzione a basso costo per la sopravvivenza  nei Paesi privi di altre proteine animali.
Pensate che uno sciame di locuste, formato da 16 a 20 milioni di esemplari, contiene circa 30/40 tonnellate di proteine nobili.
Perchè aspettare che arrivi lo sciame della infausta distuzione? Da qualche parte l'ingegnoso uomo alleva gli insetti.In Thailandia sono altre 20.000 le aziende, spesso a gestione familiare, che allevano e forniscono in questo modo proteine nobili a milioni di consumatori.
L'Europa è buona ultima, ma nei Paesi Bassi, Francia e Germania si sono già dati a questa nuova zootecnia.
E l'Italia? Come più sopra detto, per ora sono vietate sia la produzione sia l'importazione di insetti, anche se questo divieto non serve a tenerli fuori dal piatto.
Presenze occulte di insetti vengono consumate all'insaputa dei più, noi italiani ne mangiamo di media circa un chilo all'anno mescolati in farine e derivati, spaghetti di riso, cacao, caffè, ma anche marmellate, cioccolato, zuppe pronte.salsa di pomodoro, ecc. ecc.
Li troviamo nei coloranti, negli additivi. Un esempio il Kermes vermilio o cocciniglia è usato per la produzione dell'alchèrmes, si mette nei dolci in special modo per la preparazione della zuppa inglese, oppure mascherati da codici numerici E904 ed E120, estratti da un insetto che secerne una specie di resina, un emittero, viene usata per glassare dolci, lucidante per pillole, caramelle e gomme da masticare.
Poi le vitamine volanti, le proteine, i contenuti corporei a base di ferro, ricchi di grassi "sani", paragonabili a quelli del pesce.A fronte di tutti questi vantaggi gli insetti inquinano meno di qualsiasi altro animale.
Pensate che il meteorismo animale della zootecnia è responsabile del 20% dei gas serra.
E lo spazio? quanto spazio occupa una larva della farina rispetto ad un suino? E i bisogni alimentari dei medesimi, le coltivazioni per alimentazione animale?
Poi sono macchine di trasformazione molto efficienti, hanno sangue freddo, quindi non disperdono parte della loro energia alla produzione di calore e altro ancora.
Insomma, c'è da farci un pensierino. Certo che prima di allevarli si dovranno preparare nuovi veterinari e aggiornare quelli in servizio: dovremo imparare cosa mangiano, come macellarli, emanare linee guida etiche...
Se gli insetti in tavola dopotutto ci fanno ancora schifo, avremo di sicuro qualche anno ancora prima di abituarci all'idea, anche perchè nel 2030, mentre una trentina di persone partiranno per Marte, 9 miliardi di altre persone resteranno sulla terra.


(fonti da cui ho attinto per il thead di cui sopra: "Airone", "National Geographic Italia", "Focus")

Se a qualcuno interessa un'opinione mi è sempre gradita. Io ovviamente sono favorevole ad alimentarmi con insetti, magari con un buon bicchiere di rosso a fianco.

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Automaalox
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Viandante Storico
Viandante Storico
anche perchè nel 2030, mentre una trentina di persone partiranno per Marte

???

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3
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

@Automaalox ha scritto:
anche perchè nel 2030, mentre una trentina di persone partiranno per Marte

???

a quanto ne so:
«La Nasa ha una tabella di marcia che la porterà intorno al 2030 su Marte», conferma il sorridente generale dei Marines, poi astronauta dello shuttle e ora amministratore della Nasa Charles F. Bolden. Ma potranno partecipare anche i privati alla grande avventura? gli chiediamo. «Oggi non ci sono società che in breve tempo possano immaginare e affrontare una sfida tanto ardua», risponde deciso. «Occorre ancora risolvere tanti problemi e sviluppare nuove tecnologie. Però ci sono società credibili che guardano a questo futuro con cui collaboriamo e alle quali forniamo conoscenze per arrivare alle innovazioni necessarie alla complicata impresa. Nell’ipotesi attuale di un viaggio possibile bisognerà almeno sostare un anno sul Pianeta rosso oltre il tempo di andata e ritorno. Ciò significa che bisogna disporre di sistemi per garantire la sopravvivenza, dalle tecnologie di supporto alla vita o per il riciclaggio alle protezioni dalle radiazioni in un ambiente terribilmente ostico, ai sistemi di produzione di vegetali per assicurare una buona alimentazione».

Il piano di sviluppo proposto (considerando gli ultimi aggiornamenti rilasciati) comprende:

2016 – ExoMars, e Mars rover. Gli obiettivi scientifici includono studi exobiologici e studi della superficie di Marte.
2018 - Missione Mars Sample Return.
2018 – Una dimostrazione tecnica di aerobraking/aerocapture, propulsione elettrica solare e atterraggio morbido.
2024 – Missione umana sulla Luna.
2026 – Missione automatica su Marte.
2030/2033 – Prima missione umana su Marte, sarà una missione divisa in più lanci.

La prima missione programmata è ExoMars, una doppia missione robotica su Marte realizzata in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Russa (Roskosmos). Essa è costituita dall'orbiter ExoMars Trace Gas Orbiter, un lander (Schiaparelli lander) e il rover ExoMars. Il lancio sarebbe previsto tra gli anni 2016-2018.

Un'altra missione robotica su Marte è la Mars Sample Return, che potrebbe essere lanciata tra il 2020 e il 2022 e che prevede il ritorno a Terra della sonda con i campioni recuperati su Marte. Più a lungo termine è una missione spaziale umana, che secondo piani del 2005 porterebbero l'uomo su Marte nel 2030.

Mi sembrano fonti abbastanza attendibili per azzardarmi a postare un 2030, e comunque sono anni che se ne parla; se poi gli astronauti saranno esattamente 30 questo lo ignoro. Cifra di cui, invece, son sicuro sono i 9 miliardi (guerre chimiche, nucleari o tradizionali a prescindere, antecedenti ogni lancio)che formeranno la popolazione sulla terra in quell'anno. Cifra direi certamente ragguardevole per abituarci, anche, ad una dieta diversa.

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silena
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Viandante Ad Honorem
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Io non mangerei gli insetti, tranne se ci fossi costretta. Mi fanno ribrezzo.

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Automaalox
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Viandante Storico
Viandante Storico

@Constantin ha scritto:
@Automaalox ha scritto:
anche perchè nel 2030, mentre una trentina di persone partiranno per Marte

???

a quanto ne so:
«La Nasa ha una tabella di marcia che la porterà intorno al 2030 su Marte», conferma il sorridente generale dei Marines, poi astronauta dello shuttle e ora amministratore della Nasa Charles F. Bolden. Ma potranno partecipare anche i privati alla grande avventura? gli chiediamo. «Oggi non ci sono società che in breve tempo possano immaginare e affrontare una sfida tanto ardua», risponde deciso. «Occorre ancora risolvere tanti problemi e sviluppare nuove tecnologie. Però ci sono società credibili che guardano a questo futuro con cui collaboriamo e alle quali forniamo conoscenze per arrivare alle innovazioni necessarie alla complicata impresa. Nell’ipotesi attuale di un viaggio possibile bisognerà almeno sostare un anno sul Pianeta rosso oltre il tempo di andata e ritorno. Ciò significa che bisogna disporre di sistemi per garantire la sopravvivenza, dalle tecnologie di supporto alla vita o per il riciclaggio alle protezioni dalle radiazioni in un ambiente terribilmente ostico, ai sistemi di produzione di vegetali per assicurare una buona alimentazione».

Il piano di sviluppo proposto (considerando gli ultimi aggiornamenti rilasciati) comprende:

2016 – ExoMars, e Mars rover. Gli obiettivi scientifici includono studi exobiologici e studi della superficie di Marte.
2018 - Missione Mars Sample Return.
2018 – Una dimostrazione tecnica di aerobraking/aerocapture, propulsione elettrica solare e atterraggio morbido.
2024 – Missione umana sulla Luna.
2026 – Missione automatica su Marte.
2030/2033 – Prima missione umana su Marte, sarà una missione divisa in più lanci.

La prima missione programmata è ExoMars, una doppia missione robotica su Marte realizzata in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Russa (Roskosmos). Essa è costituita dall'orbiter ExoMars Trace Gas Orbiter, un lander (Schiaparelli lander) e il rover ExoMars. Il lancio sarebbe previsto tra gli anni 2016-2018.

Un'altra missione robotica su Marte è la Mars Sample Return, che potrebbe essere lanciata tra il 2020 e il 2022 e che prevede il ritorno a Terra della sonda con i campioni recuperati su Marte. Più a lungo termine è una missione spaziale umana, che secondo piani del 2005 porterebbero l'uomo su Marte nel 2030.

Mi sembrano fonti abbastanza attendibili per azzardarmi a postare un 2030, e comunque sono anni che se ne parla; se poi gli astronauti saranno esattamente 30 questo lo ignoro. Cifra di cui, invece, son sicuro sono i 9 miliardi (guerre chimiche, nucleari o tradizionali a prescindere, antecedenti ogni lancio)che formeranno la popolazione sulla terra in quell'anno. Cifra direi certamente ragguardevole per abituarci, anche, ad una dieta diversa.

Per quanto riguarda la missione umana su Marte si tratta di chiacchiere con attendibilità zero.

Sono sicure le missioni robotiche indicate e probabile la missione lunare ( vettore Delta IV e capsula Orion), mentre per Marte i limiti tecnici sono ancora insormontabili, quindi non ha senso parlare di date future.

I gamberetti sono insetti?

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Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Automaalox
P.S.
Solo una precisazione, il titolo del mio 3d e'
"Carne a... sei zampe" e non "2030 odissea su Marte", francamente se la data sia giusta
sbagliata o improbabile, me ne frego. Del resto che mi dici, mangeresti una locusta alla brace?

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ami
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Viandante Residente
Viandante Residente
anche qui a Padova in collaborazione con Esapolis ( primo grande insettario d’Italia) nel 2011 hanno realizzato l'“Entopizza” ( come dice il nome una pizza d'insetti) per sostenere appunto l'entomofagia.

io una pizza d'insetti anche no,ma sgranocchiarne qualcuno fritto lo farei..metti che sono buoni davvero :D

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Automaalox
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Viandante Storico
Viandante Storico

@Constantin ha scritto:@Automaalox
P.S.
Solo una precisazione, il titolo del mio 3d e'
"Carne a... sei zampe" e non "2030 odissea su Marte", francamente se la data sia giusta
sbagliata o improbabile, me ne frego. Del resto che mi dici, mangeresti una locusta alla brace?

Infatti avevo chiesto dei gamberetti. Non hanno sei zampe?

Una locusta non saprei, più che altro è il nome che non invoglia. Se fosse fritta e si chiamasse croccognocco o ricoperta di cioccolato fondente e si chiamasse cioccognammy forse sì.

No scherzo, che schifo. Piuttosto vado in Scozia e mi mangio un Haggis.

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