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PorceDi
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Viandante Storico
Viandante Storico
Essere stupidi non può essere considerato del tutto uno svantaggio.
Si lasciano mettere una scopa in culo dietro l'altra, ringraziano pure, e vivono felici e contenti.

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77
Massimo Vaj
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Viandante Storico
Viandante Storico
... ma di una felicità cinque minuti della quale sarebbero sufficienti a farmi invocare l'eutanasia...

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78
PorceDi
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Viandante Storico
Viandante Storico
Lo conosci il mito della caverna di Platone?
Se in vita tua non hai visto altro che tenebre, nulla ti apparirà più desiderabile.

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79
Massimo Vaj
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Viandante Storico
Viandante Storico
Sì, lo conosco, anche se a me fa un altro effetto. La caverna è un cielo al contrario necessario a riconoscere la somiglianza tra il fuori e il dentro, immagini di un capovolgimento che tutti illude (tranne me e qualche altro poraccio come me)

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80
IlDucaBianco
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Viandante Residente
Viandante Residente
[quote]
Spaitek ha scritto:
IlDucaBianco ha scritto:
Spaitek ha scritto:
E' importante fare attenzione al significato delle parole, per sostenere un dialogo costruttivo...

Esattamente.
Il Bisogno ad esempio non è qualcosa do oggettivo ne qualcosa che concerne la sfera cosciente e può quindi nascere da un analisi razional-consapevole della situazione.
http://www.srmpsicologia.com/articoli2001/mbaranello2001-02-02.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Bisogno
Stiamo parlando di due cose diverse. La presenza di un bisogno è un fatto oggettivo.
Anche la presenza di un'opinione personale (e dunque soggettiva per definizione), ad esempio, può costituire un fatto oggettivo.
Che cosa rappresenti il "bisogno" da un punto di vista psicologico, è un altro paio di maniche...

Ma non ti ricordi ciò che scrivi?
Te lo riporto.
Sbadatamente te ne sei dimenticato.
Parlavi di Bisogno e non di presenza del bisogno.




Spaitek ha scritto:
Esatto.
Il diritto nasce da un bisogno oggettivo.
Se tale bisogno è in realtà dettato da una non lucida analisi della situazione, allora è forse moralmente doveroso tentare di convincere la persona in questione a prendere altre strade...



In ogni caso poi stai solo cavillando.
Per l'essere umano il bisogno esiste come presenza del bisogno e basta.
Sono cose inscindibili.
Inoltre se si parla di dolore e di suicidio, a quale nozione di bisogno vuoi riferirti se non ad una psicologica?

Cavillare e cavillare pur di difendere una posizione anzichè confrontarla ed integrarla.
Non capirò mai queste cose.

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81
IlDucaBianco
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Viandante Residente
Viandante Residente
Massimo Vaj ha scritto:Sì, lo conosco, anche se a me fa un altro effetto. La caverna è un cielo al contrario necessario a riconoscere la somiglianza tra il fuori e il dentro, immagini di un capovolgimento che tutti illude (tranne me e qualche altro poraccio come me)

Infondo è questo il senso del mito Platonico.
Nella caverna si vede riflesso il mondo, e lo si crede il mondo reale, la verità.
Invece è solo illusione ma dato che ci imprigioniamo nella caverna non possiamo uscire nel mondo e saperlo.
L'illusione è come dici tu in un certo senso un mondo capovolto.

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82
Massimo Vaj
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Viandante Storico
Viandante Storico
Come sempre ci sono due interpretazioni che si devono specchiare l'una nell'altra, dipendendo la visuale dal punto in cui si mette l'osservatore. Quella detta è propria a chi sta all'interno della caverna, mentre l'altra è il risultato del punto di vista opposto di chi, considerando la caverna dal di fuori, vede in essa il vuoto di un cielo che sta ovunque, così che la caverna assume l'importanza dello spazio ventricolare centro della realtà nascosta dentro ogni esteriorità.

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83
Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
IlDucaBianco ha scritto:In ogni caso poi stai solo cavillando.
Per l'essere umano il bisogno esiste come presenza del bisogno e basta.
Sono cose inscindibili.
Inoltre se si parla di dolore e di suicidio, a quale nozione di bisogno vuoi riferirti se non ad una psicologica?

Cavillare e cavillare pur di difendere una posizione anzichè confrontarla ed integrarla.
Non capirò mai queste cose.
No no no... non è un cavillare.. questo è un punto fondamentale. Altrochè.
La mia frase è formulata molto male, lo ammetto, ma il significato di ciò che volevo dire esiste ed era importante da capire.
Ci sono bisogni e "bisogni". Ci sono bisogni che sono oggettivamente tali, che sono permanenti, e che non possono non essere soddisfatti; e ci sono invece "bisogni" che sono o evitabili o superabili o patologici o tuttalpiù sono nient'altro che dei capricci. O peggio, bisogni che ledono la libertà altrui.
Siccome si stava parlando del suicidio come diritto, ho voluto fare una distinzione fra un bisogno che DOVREBBE essere tradotto in un diritto e un "bisogno" che NON PUO' essere tradotto in un diritto. Quando ho (impropriamente, me ne rendo conto) parlato di "bisogno oggettivo", mi riferivo in realtà alla oggettiva presenza dei bisogni della prima tipologia.
Se il serial-killer ha "bisogno" di uccidere, il suo "bisogno" non può essere tradotto in un diritto... Non so se mi spiego. Se l'innmorato che ha avuto una delusione d'amore sente il "bisogno" di suicidarsi, quella è in realtà una condizione patologica temporanea, che può essere guarita.
Se il malato terminale sente il bisogno di morire subito perchè tanto è certo che da lì a breve morirebbe lo stesso ma fra indicibili dolori... la cosa è diversa. Qui, esiste "oggettivamente" una certa tipologia di bisogno che, a mio parere, dovrebbe poter essere legalmente riconosciuta..



Ultima modifica di Spaitek il Lun 25 Ott 2010 - 23:14, modificato 2 volte

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84
Ospite
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Ospite
Ma porca miseria, ma in un topic di questo tipo non ce la si fa proprio a non farla fuori dal vaso?!? Andare a trolleggiare altrove no? Ci sono tante parti del forum dove cazzeggiare, perchè non portare un po' di rispetto ad un argomento che lo richiede e dove ci sono anche persone che hanno, tra l'altro, esposto parte del loro vissuto? E dire che io sono la prima a cazzeggiare e spesso e volentieri ad andare fuori dall'argomento, ma ci sono topic che proprio non lo richiedono un atteggiamento di questo tipo.

85
Blasel
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Banned
Banned
@ Peppaccio : mi sono limitato a cancellare il tuo ultimo messaggio in questo topic e questa volta ti do solo l'ammonizione dal trolleggiare ancora, oltre che invitarti a mantenere un comportamento corretto nei confronti degli altri viandanti, non costringermi a prendere provvedimenti nei tuoi confronti.

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86
galadriel
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Io do un spunto, per rientrare in topic.
Massimo Vaj, con il suo intervento ha sollevato la questione del suicidio letterio.
Nei suicidi reali c'è una fase in cui il suicidio viene fantasticato, precedente e diversa rispetto a quella in cui viene realmente compiuto, in cui il suicidio diventa quasi una fantasia romantica. Si potrebbe parlare delle affinità e delle differenze con i suicidi reali e del perchè tale fantasia letta o scritta, risulta romantica.
un altro spunto perso per strada è quello che rigurada la differenza tra suicidio compiuto e suicidio dimostrativo. Molto feconda a mio avviso se posta in relazione al tema eutanasia. Tenendo presente questa distinzione l'assimilazione tra eutanasia e suicidio risulta difficile. Tale differenza poi può far riflettere sul valore ostensivo del suicidio. Conservare la vita e mostrare di conservarla in una società ha un senso e nello stesso modo scegliere di non conservarla. Il suicidio in altre parole ha un significato anche sociale, un significato che concerne la rappresentazione di sé e l'autorappresentazione.
Questi sono alcuni spunti per ripartire che emergono dalla lettura della discussione.
Un altro spunto interessante è che l'essere umano, l'unico animale che è consapevole di essere vivo ( coscienza di secondo grado) è anche l'unico animale che decide di darsi la morte consapevolmenmte, in seguito a considerazioni sulla propria vita.

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87
Massimo Vaj
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Viandante Storico
Viandante Storico
Lo scorpione, quando è circondato dalle fiamme, prima cerca una via d'uscita e, se non la trova, si punge e muore. Non è vero che gli animali non hanno coscienza di essere vivi. È questa la folle conseguenza della teoria cartesiana dell'animale-macchina. Teoria che non è condivisibile da nessuna intelligenza che abbia conosciuto, per soli trenta secondi, qualsiasi animale.
Infine il mio scritto non riguarda affatto l'inesistente "suicidio letterario", ma è solo un modo letterario di considerare il suicidarsi dal punto di vista più generale possibile. Come tutte le generalizzazioni esso è, in tutta evidenza, inapplicabile singolarmente.

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