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Cosa i like dicono di te - Facebook Psicologia

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Dream memories
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Viandante Residente
Viandante Residente
Molte persone hanno sempre sospettato che postare una cosa su Facebook e mettere mi piace a certe pagine riveli qualcosa sulla propria personalità. Adesso è ufficiale. Uno studio dell'Università di Cambridge e dell'Accademia Nazionale delle Scienze ha stabilito una relazione scientifica tra i mi piace su Facebook e la personalità di un utente (Articolo in inglese: The Psychology of Facebook: What Your Likes say About You)

Lo studio inferiva dai like le  preferenze religiose , politiche, sessuali e caratteristiche della personalità( in base ai i cinque fattori di apertura, coscienziosità, estroversione, piacevolezza, stabilità emotiva ed età) e poi ne verificava la corrispondenza con un  questionario dato ai soggetti.


Sebbene alcune delle scoperte dello studio potrebbero essere piuttosto criticate, c'è una cosa certa. Le grandi corporazioni e le loro armate di pubblicitari e addetti al marketing faranno ancora più attenzione al vostro account Facebook (i mi piace sono pubblici, a meno che non cambiate le opzioni) per venderci selettivamente quello che davvero ci piace.




Lo studio potrebbero essere piuttosto criticate, c'è una cosa certa. Le grandi corporazioni e le loro armate di pubblicitari e addetti al marketing faranno ancora più attenzione al vostro account Facebook ( i mi piace sono pubblici, a meno che non cambiate le opzioni ) per venderci selettivamente quello che davvero ci piace.

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Per me un questionario dato ai soggetti in questione non costituisce una verifica delle inferenze fatte sulla loro reale personalità. Semmai può verificare il fatto che attraverso i like manifestino quello che desiderano essere o come vogliono venire percepiti.

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3
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico

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4
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Il video di Federico Rampini è ingenuo e commovente, certo che molti di noi sono con lui al 100%.

Lui finisce dicendo che ha sentito dire che ha liberazione dai regimi autoritari verrà grazie a facebook e twitter ma che sospetta che dietro questi intellettuali ci sia proprio facebook e twitter. Aveva iniziando parlando delle aspettative disattese della rete nell'ambito della libertà.

Ancora la genuina ingenuità del mondo della sinistra, ci sono anche io (mi permetto di esserci) solo che la mia cultura tecnica mi ha fatto vedere le cose prima degli altri e di quale libertà stiamo parlando? Non c'è.

Internet era un progetto DARPA per garantire le comunicazioni tra le centrali di comando e le stazioni di lancio dei missili intercontinentali a testata nucleare dislocate. Ci sono varie dorsali nell'oceano (backbones) che collegano il mondo militare tattico e strategico in modo che non basta tagliare cavi qua e la. Non è nemmeno possibile.

La banda passante era tale da permettere i civili di usufruire di questo potente mezzo di comunicazione, i civili ci hanno visto un discreto ritorno d'investimento e hanno l'hanno testato, una volta accertato sono entrati i capitani della finanza coi loro uomini, facciate e mode. Questo da sempre ed appartiene al modello sociale, che fa proprio così per definizione.

Dentro questi eventi ci sono anche gli altri, il resto del mondo, compresi i sognatori come Federico Rampini. Ciò significa che dietro gli intellettuali di facebook e twitter ci sono ancora le aspettative e speranze di libertà. Non siamo mai gli stessi dal punto di vista dello stato di coscienza, c'è sempre un pezzettino di miglioramento - ed è questo che farà la differenza.

Oggi Google ricorda la Magna Carta di 800 anni fa, il Re non è stato sconfitto, i sudditi ci sono ancora e siamo forti per continuare.

Allora premere "I Like" è un click importante e aiuta sia la richiesta che l'offerta, Google ha confezionato per me una serie di "Mix" delle mie preferenze e somiglia alle collezioni che ho a casa di libri, foto o ricordi di viaggio - sono molto soddisfatto - Google è una mia appendice come il cacciavite diventa l'estensione di un braccio. Sono estensioni delle nostre capacità e vanno solo trattate come facciamo col cibo, vino, fumo, etc... quando ci rendiamo conto che esagerare fa male ne riduciamo le dosi.

Semplicemente perché no?

Fermo restando l'ideale libertario che qualcuno di noi ha e sa che è migliore del modello sociale basato sulle regole del mercato. Ma si tratta di altra cosa?

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5
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico

SergioAD ha scritto:Il video di Federico Rampini è ingenuo e commovente, certo che molti di noi sono con lui al 100%.

Lui finisce dicendo che ha sentito dire che ha liberazione dai regimi autoritari verrà grazie a facebook e twitter ma che sospetta che dietro questi intellettuali ci sia proprio facebook e twitter. Aveva iniziando parlando delle aspettative disattese della rete nell'ambito della libertà.

Ancora la genuina ingenuità del mondo della sinistra, ci sono anche io (mi permetto di esserci) solo che la mia cultura tecnica mi ha fatto vedere le cose prima degli altri e di quale libertà stiamo parlando? Non c'è.

Internet era un progetto DARPA per garantire le comunicazioni tra le centrali di comando e le stazioni di lancio dei missili intercontinentali a testata nucleare dislocate. Ci sono varie dorsali nell'oceano (backbones) che collegano il mondo militare tattico e strategico in modo che non basta tagliare cavi qua e la. Non è nemmeno possibile.

La banda passante era tale da permettere i civili di usufruire di questo potente mezzo di comunicazione, i civili ci hanno visto un discreto ritorno d'investimento e hanno l'hanno testato, una volta accertato sono entrati i capitani della finanza coi loro uomini, facciate e mode. Questo da sempre ed appartiene al modello sociale, che fa proprio così per definizione.

Dentro questi eventi ci sono anche gli altri, il resto del mondo, compresi i sognatori come Federico Rampini. Ciò significa che dietro gli intellettuali di facebook e twitter ci sono ancora le aspettative e speranze di libertà. Non siamo mai gli stessi dal punto di vista dello stato di coscienza, c'è sempre un pezzettino di miglioramento - ed è questo che farà la differenza.

Oggi Google ricorda la Magna Carta di 800 anni fa, il Re non è stato sconfitto, i sudditi ci sono ancora e siamo forti per continuare.

Allora premere "I Like" è un click importante e aiuta sia la richiesta che l'offerta, Google ha confezionato per me una serie di "Mix" delle mie preferenze e somiglia alle collezioni che ho a casa di libri, foto o ricordi di viaggio - sono molto soddisfatto - Google è una mia appendice come il cacciavite diventa l'estensione di un braccio. Sono estensioni delle nostre capacità e vanno solo trattate come facciamo col cibo, vino, fumo, etc... quando ci rendiamo conto che esagerare fa male ne riduciamo le dosi.

Semplicemente perché no?

Fermo restando l'ideale libertario che qualcuno di noi ha e sa che è migliore del modello sociale basato sulle regole del mercato. Ma si tratta di altra cosa?

Non credo che basti ridurre le dosi.
In un anno di navigazione sul Web, e sui social in particolar mod,o le notizie e le informazioni personali che vengono raccolte sono di dimensioni bibliche. Un like (tornando in tema all'articolo iniziale del post) viene inserito, catalogato e conservato.
Il mix che google ti confeziona è anche il mix che ti verrà riproposto e dunque facilmente ciò potrebbe fossilizarti nei gusti, nelle idee, nelle opinioni.
Se usi motori di ricerca come google facilmente troverai quello che ti piace, ma solo quello che ti piace, risparmi tempo ma ti facilmente ti perdi quello che potrebbe dispiacerti ma magari darti qualche idea e informazione in più.

Ho postato il video di Rampini perché è l'unico che sono riuscita a trovare inerente all'argomento, in realtà avrei voluto consigliare "Zero privacy" di Cullen Hoback.

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6
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico

Miss.Stanislavskij ha scritto:
SergioAD ha scritto:Il video di Federico Rampini è ingenuo e commovente, certo che molti di noi sono con lui al 100%.

Lui finisce dicendo che ha sentito dire che ha liberazione dai regimi autoritari verrà grazie a facebook e twitter ma che sospetta che dietro questi intellettuali ci sia proprio facebook e twitter. Aveva iniziando parlando delle aspettative disattese della rete nell'ambito della libertà.

Ancora la genuina ingenuità del mondo della sinistra, ci sono anche io (mi permetto di esserci) solo che la mia cultura tecnica mi ha fatto vedere le cose prima degli altri e di quale libertà stiamo parlando? Non c'è.

Internet era un progetto DARPA per garantire le comunicazioni tra le centrali di comando e le stazioni di lancio dei missili intercontinentali a testata nucleare dislocate. Ci sono varie dorsali nell'oceano (backbones) che collegano il mondo militare tattico e strategico in modo che non basta tagliare cavi qua e la. Non è nemmeno possibile.

La banda passante era tale da permettere i civili di usufruire di questo potente mezzo di comunicazione, i civili ci hanno visto un discreto ritorno d'investimento e hanno l'hanno testato, una volta accertato sono entrati i capitani della finanza coi loro uomini, facciate e mode. Questo da sempre ed appartiene al modello sociale, che fa proprio così per definizione.

Dentro questi eventi ci sono anche gli altri, il resto del mondo, compresi i sognatori come Federico Rampini. Ciò significa che dietro gli intellettuali di facebook e twitter ci sono ancora le aspettative e speranze di libertà. Non siamo mai gli stessi dal punto di vista dello stato di coscienza, c'è sempre un pezzettino di miglioramento - ed è questo che farà la differenza.

Oggi Google ricorda la Magna Carta di 800 anni fa, il Re non è stato sconfitto, i sudditi ci sono ancora e siamo forti per continuare.

Allora premere "I Like" è un click importante e aiuta sia la richiesta che l'offerta, Google ha confezionato per me una serie di "Mix" delle mie preferenze e somiglia alle collezioni che ho a casa di libri, foto o ricordi di viaggio - sono molto soddisfatto - Google è una mia appendice come il cacciavite diventa l'estensione di un braccio. Sono estensioni delle nostre capacità e vanno solo trattate come facciamo col cibo, vino, fumo, etc... quando ci rendiamo conto che esagerare fa male ne riduciamo le dosi.

Semplicemente perché no?

Fermo restando l'ideale libertario che qualcuno di noi ha e sa che è migliore del modello sociale basato sulle regole del mercato. Ma si tratta di altra cosa?

Non credo che basti ridurre le dosi.
In un anno di navigazione sul Web, e sui social in particolar mod,o le notizie e le informazioni personali che vengono raccolte sono di dimensioni bibliche. Un like (tornando in tema all'articolo iniziale del post) viene inserito, catalogato e conservato.
Il mix che google ti confeziona è anche il mix che ti verrà riproposto e dunque facilmente ciò potrebbe fossilizarti nei gusti, nelle idee, nelle opinioni.
Se usi motori di ricerca come google facilmente troverai quello che ti piace, ma solo quello che ti piace, risparmi tempo ma ti facilmente ti perdi quello che potrebbe dispiacerti ma magari darti qualche idea e informazione in più.

Ho postato il video di Rampini perché è l'unico che sono riuscita a trovare inerente all'argomento, in realtà avrei voluto consigliare "Zero privacy" di  Cullen Hoback.
Hai presente il film quarto potere? Era la consapevolezza che oltre ai tre poteri costituzionali ci fosse il potere della stampa. Poi analogamente venne il tempo della televisione come Quinto potere, poi della pubblicità Sesto potere e adesso c'è internet Settimo Potere.

Avrai capito che non sono contro di te ne delle tue idee, dico che sono cose già accadute e che hanno avuto dei precisi risultati. La campagna contro il comunismo oggi riconosciamo fu impregnata di propaganda dalla storia dei missili Cubani alla tecnologia dello spazio.

L'abbiamo superato e abbiamo battuto il Comunismo, di fatto no esiste più come alternativa ma negli stessi States gli intellettuali di sinistra sono tanti e sono anche i migliori pensatori. Vestiamo secondo una linea di tendenza e quella, sospetto che la segui anche tu.

Il problema non è tanto la scelta personale, che è comunque una illusione, ma le biotecnologie agrarie che non prevedono l'uso dei semi naturali, l'industria alimentare è come l'industria della cultura e ai dissenzienti gli si offre il diritto al oblio, già ora è possibile.

La raccolta delle informazioni sono vere, seguimi. Attraverso prodotti pilota, offerti a prezzo di remissione viene richiesto di sottoscrivere l'uso dei dati personali da terze parti da li partono offerte di altre situazioni simili. Auchan forse è andato in crisi per questo.    

Per quanto riguarda la scelta delle opzioni, dici che si riduce la libera scelta in merito alle opzioni, cos'altro? Le opzioni. La realtà è che il mercato offre di più di quello che serve, lo offre a costi bassi finché non piace poi entra il concetto del guadagno. Funziona così.

Lo sai che dal calore e umidità della pelle, lo sguardo, il respiro ed anche le onde cerebrali è possibile riconoscere il potenziale terrorista in aeroporto, il potenziale acquirente in supermercato e l'interesse verso un prodotto oppure l'altro - Io rinuncio alla mia privacy.

Ripeto che non c'è modo perché io sia contrario a quello che dici, sostengo che è sempre stato così da una generazione all'altra e queste maturano e si susseguono sempre più velocemente. Quando la globalizzazione sarà all'apice finiranno le opzioni e le scelte.

Cullen Hoback dice che più che un problema di privacy è un problema di proprietà (Miss, non sono così colto - ho seguito il video che posto sotto per poterti rispondere) ma io sarei anche contro la proprietà, si che le ho le case ma è il modello sociale che me lo ha imposto.

Dunque l'uso dei dati personali da terze parti avviene per una transazione economica, certo che se uno li cede su richiesta è una ingenuità ma anche un altro problema. Ricordati che esiste il diritto all'oblio, basta esercitarlo, io non lo faccio perché non mi pesa valutare le offerte.



Ho da dire ancora ma devo aver scassato abbastanza.

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7
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico

La realtà è che il mercato offre di più di quello che serve, lo offre a costi bassi finché non piace poi entra il concetto del guadagno.

come è vero!!!



Lo sai che dal calore e umidità della pelle, lo sguardo, il respiro ed anche le onde cerebrali è possibile riconoscere il potenziale terrorista in aeroporto, il potenziale acquirente in supermercato e l'interesse verso un prodotto oppure l'altro - Io rinuncio alla mia privacy.


Rinunci alla privacy in favore del controllo e della sicurezza. Va bene, ma che sia temporaneo.
Il problema non è tanto la raccolta dei tuoi dati ma in che modi essi verranno conservati,  usati in futuro e soprattutto da chi.
Va bene aver paura dei terroristi ma io temo anche che i miei dati finiscano in mano a incompetenti o che un indomani io debba pentirmi di un like dato con leggerezza alla persona sbagliata.
Se oggi posto un like qui, un lì, l'altro là, tutto ciò va a formare un mio profilo psicologico di consumatrice, di cittadina con un particolare orientamento politico e/o religiosa o vattelapesca.  E se  il mio "profilo" o quello di qualcuno altro e milioni di altri profili simili al mio  non dovessero essere graditi a qualcuno? Chi ha accesso ai dati ha un enorme potere.



Dunque l'uso dei dati personali da terze parti avviene per una transazione economica, certo che se uno li cede su richiesta è una ingenuità ma anche un altro problema. Ricordati che esiste il diritto all'oblio, basta esercitarlo, io non lo faccio perché non mi pesa valutare le offerte.


[/quote]

Il diritto all'oblio non è così facilmente esercitabile. Nel documentario un ragazzo (mi pare austriaco) che si collegava una volta alla settimana a fb, postando un solo post nell'arco di un anno ha chiesto e ottenuto, con difficoltà, di poter avere la cancellazione e la restituzione (cartacea) di tutti i dati raccolti dal social, si trattava si un faldone di notevoli dimensioni, veramente notevoli.
Like, pagine visitate, contatti , collegamenti, condivisioni, per un solo anno, una sola volta alla settimana; non riesco ad immaginare la mole di informazioni che lasciamo ogni giorno sul web.
Accendi il computer, non so tu, ma io la prima cosa che faccio è aprire la mail:
in quel momento tre account di posta elettronica sanno che sono in ufficio, che ho ricevuto delle mail, da chi le ho ricevute, se c'era dello spam che ho bloccato, se c'era della pubblicità che ho accettato, 12-15 "impronte"?

E' così, ogni volta che ci facilitano la vita è perché ci stanno fregando da un'altra parte.

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8
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Ancora premetto che siamo dalla stessa parte, non so se politicamente ma dal punto di vista della percezione "umanamente" si.

Miss ha scritto:Rinunci alla privacy in favore del controllo e della sicurezza. Va bene, ma che sia temporaneo.
Il problema non è tanto la raccolta dei tuoi dati ma in che modi essi verranno conservati,  usati in futuro e soprattutto da chi.
Va bene aver paura dei terroristi ma io temo anche che i miei dati finiscano in mano a incompetenti o che un indomani io debba pentirmi di un like dato con leggerezza alla persona sbagliata.
Se oggi posto un like qui, un lì, l'altro là, tutto ciò va a formare un mio profilo psicologico di consumatrice, di cittadina con un particolare orientamento politico e/o religiosa o vattelapesca.  E se  il mio "profilo" o quello di qualcuno altro e milioni di altri profili simili al mio  non dovessero essere graditi a qualcuno? Chi ha accesso ai dati ha un enorme potere.
Rinuncio alla privacy perché so di non averla. Avevo accesso ai dati sensibili di carattere militare e quando viaggiavo sapevo di essere in stretta sorveglianza, allora era il telegono, i fax e i telex, poi venne la "e", posta elettronica, documenti elettronici, etc... ma anche la tecnologia e qualsiasi cosa potesse sembrare nascosta per me erano problemi e li ho avuti a vari livelli, qualche volta compresa la mia famiglia. Ecco perché chi sono, cosa sono, cosa faccio per me i custodi lo devono sapere.

La proprietà dell'informazione sarebbe stata un problema per motivi di diritti d'autore, di spionaggio industriale ed in questo caso certo che sono stato attento, però come ho detto prima non si tratta di privacy. Privacy è intercettare il mio modo di rinunciare a passare l'informazione a chi me l'avesse chiesta e scambiarlo per altro. Capisci? vedermi chiacchierare un doppiogiochista e scambiarla per disonestà - ossia non tutte le procedure sono uguali per ottenere lo stesso risultato - ecco in quel caso l'osservatore può vedere un accordo che non c'è stato se non aspetta o conosce la conclusione.

Per il resto se ogni 300 metri c'è una video camera, la posta ed i tasti che pigi vengono letti, la carta di credito, la posizione del cellulare e pertanto è così e quelle sono i servizi e se li vuoi usare prendi tutto il pacchetto e il bello è che in certi casi questi servizi li paghi anche, non come qui da noi che ti pagano loro in qualche modo per usare i tuoi dati.

Il diritto all'oblio non è così facilmente esercitabile. Nel documentario un ragazzo (mi pare austriaco) che si collegava una volta alla settimana a fb, postando un solo post nell'arco di un anno ha chiesto e ottenuto, con difficoltà, di poter avere la cancellazione e la restituzione (cartacea) di tutti i dati raccolti dal social, si trattava si un faldone di notevoli dimensioni, veramente notevoli.
Like, pagine visitate, contatti , collegamenti, condivisioni, per un solo anno, una sola volta alla settimana; non riesco ad immaginare la mole di informazioni che lasciamo ogni giorno sul web.
Accendi il computer, non so tu, ma io la prima cosa che faccio è aprire la mail:
in quel momento tre account di posta elettronica sanno che sono in ufficio, che ho ricevuto delle mail, da chi le ho ricevute, se c'era dello spam che ho bloccato, se c'era della pubblicità che ho accettato, 12-15 "impronte"?

E' così, ogni volta che ci facilitano la vita è perché ci stanno fregando da un'altra parte.


Ok, non riesco a liberarmi di alcuni siti. Linledin, altroconsumo, paypall per esempio non sembrano avere o gestire una politica di recesso ed io gli faccio pubblicità negativa. Credo che anche facebook sia così ma tanto li ci vado per sapere cosa succede. Però sembra che google lo abbia messo in pratica- Io però non accetto i cookie blocco le pubblicità se se mi dovessi stufare di SergioAD e dei miei veri biodati credo di sapere nascere con doppi servizi in modo essere selettivo prima della scoperta dei vari impicci - poi magari non ci riesco.

Insomma Missy mia, se qualcuno guadagna sulla mia privacy è una cosa, se qualcuno mi fotte i miei guadagni sulla mia privacy è altro, se qualcuno cerca degli illeciti sulla mia privacy e agisce limitandomi è altro ancora.

Cosa possiamo fare?

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Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Rassegnarci ad essere schedati.

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Meer
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Miss.Stanislavskij ha scritto:

Non credo che basti ridurre le dosi.
In un anno di navigazione sul Web, e sui social in particolar mod,o le notizie e le informazioni personali che vengono raccolte sono di dimensioni bibliche. Un like (tornando in tema all'articolo iniziale del post) viene inserito, catalogato e conservato.


Basta pensare al caso Snowden.

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SergioAD

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Viandante Storico
Anni fa mi venne chiesto di usare le informazioni di quota (altitudine) fornite dai velivoli per trasformare un RADAR 2D (distanza, direzione) in RADAR 3D (distanza, direzione, elevazione), associando il dato di quota al dato di elevazione.

Il RADAR elabora misure proprie, di cui sono responsabili i suoi progettisti. Detto dato di quota è una misura esterna di cui sono responsabili i progettisti dell'apparato installato nel velivolo, l'altimetro ed il trasmettitore transponder.

Dovevo spiegare che la misura esterna al RADAR, benché sia specificata dall'organizzazione internazionale dell'aviazione civile ICAO, in ambito militare siccome fanno come gli pare e non è assolutamente affidabile, non c'era stata ancora la  Strage del Cermis che avrebbe dimostrato che questi trasmettevano al controllo del traffico aereo un dato di altitudine alto ma finto diverso dal dato di volo basso e pericoloso tanto da abbattere la teleferica.

Allora feci delle ricerche internettare mettendo delle chiavi ricerca per indicare disturbo e inganno, che è una tecnica di contromisura elettronica, di cui qui ho parlato qui dentro come "rumore della comunicazione", suscitando un successo vicino allo 0 non fosse per la modalità espressiva,  anch'essa uno dei rumori della comunicazione. Insomma una delle chiavi di ricerca ebbe successo e scaricai documenti via FTP, un sistema di trasferimento dati tipo HTTP di oggi.

Ad un certo punto... il PC si bloccò e apparve la tipica schermata blu. Spensi e riaccesi il PC ma il sito da cui avevo prelevato il documento non era più raggiungibile. Quindi bastano pochi minuti di presunta attività illecita e il grande fratello si accorge e decide se intervenire e come farlo. Ovviamente io ho temuto solo dell'eventuale equivoco ossia che fossi scambiato per un hacker, cosa che non ero e non sono per vari motivi. Però generalmente mi sembra giusto.

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Sigfrid
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Viandante Residente
Viandante Residente

NinfaEco ha scritto:Per me un questionario dato ai soggetti in questione non costituisce una verifica delle inferenze fatte sulla loro reale personalità. Semmai può verificare il fatto che attraverso i like manifestino quello che desiderano essere o come vogliono venire percepiti.



Interessante osservazione la tua. Purtroppo, il vuoto di comunicazione interpersonale può spingere chi è più debole nel darsi una connotazione per piacere più che essere se stessi. E' la paura accompagnata dal grido silenzioso: ci sono anch'io! Credo sia terribile lo svuotamento della propria identità per seguire la massa dei presunti "vincenti."

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13
Sigfrid
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Viandante Residente
Viandante Residente

Miss.Stanislavskij ha scritto:Rassegnarci ad essere schedati.


Non credo sia possibile essere schedati senza dare un consenso attivo. Si, certo, non intendo le informazioni mediche, fiscali, etc. Esiste una depersonalizzazione guidata da chi manovra facilmente usi e consumi, basta non farsi prendere in trappola.

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Dream memories
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Viandante Residente
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Vi preoccupa sapere che verrete usati per quello che siete?

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Sigfrid
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Viandante Residente
Viandante Residente

Dream memories ha scritto:Vi preoccupa sapere che verrete usati per quello che siete?


No. Nessuno può usarmi.

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16
Dream memories
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Viandante Residente
Viandante Residente

Sigfrid ha scritto:
Dream memories ha scritto:Vi preoccupa sapere che verrete usati per quello che siete?


No.  Nessuno può usarmi.

Allora indossi un'ottima armatura

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17
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Quello che s'intende in questo tema è sull'uso dei servizi della rete.

La frequentazione degli spazi ludici porta gli spazi ludici a ricordarsi si te e offrirti la possibilità di tornare negli stessi posti o altri da chi usa gli stessi spazi.

Questo vale per una sessione o per molte, dipende dalle opzioni internet.

La Valle dell'Eco notifica alla sua utenza via email dei nuovi messaggi, l'utenza può decidere se seguire o meno un tema o non essere mai notificata - non è in dubbio l'utilità "normalmente" si perché fuori dalla "norma" (statisticamente) possono avvenire cose diverse.

Ma prenotare l'albergo, il volo, la macchina, il ristorante, fare gli acquisti, usare il telefono o la carta di credito lo si fa con l'intenzione di essere "seguiti" affinché il servizio vada a buon fine. Ma quello che succede sono anche cose come avere biglietti aerei gratis per premi fedeltà.

Oggi gli sconti e le offerte nei supermercati avvengono solo tramite carte nominative di fedeltà. Abbiamo i minuti contati e ci piace fare tutto bene e presto, senza malintesi possibilmente senza commessi, cassieri e addetti vari - se avviene on line senza malintesi siamo contenti.

Questo avverrà altrimenti dobbiamo essere disposti a pagare di più, segretari, commessi, addetti, servi, etc... quello che era disponibile a certe classi sociali oggi lo è per tutti ad un certo costo. Poi si può restare fuori - non so se avete mai incontrato persone strane che vengono dal passato.

Vedo un probabile malinteso sulle persone del passato - non lo fate ve possino ammazzarvi!

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