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Raffigurazioni religiose legate alle feste e multiculturalità: è giusto esporle?

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Raffigurazioni religiose legate alle feste e multiculturalità: è giusto esporle?

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26
Vento
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Sibert ha scritto:In occasione del Natale un po' ovunque vediamo raffigurazioni religiose o comunque attinenti alla religione. Sono addobbati uffici, negozi e scuole. Mi è capitato di immaginare se tutto fosse addobbato per qualche festa di un'altra religione, e io non fossi di quel credo. Come mi sentirei? Se avessi figli che vanno a scuola e magari hanno aiutato ad appendere quelle decorazioni?
Forse non è giusto ignorare così tanto chi non ha la nostra fede, almeno in istituzioni e scuole. Voi cosa ne pensate?
Una religione caratterizza un popolo e la sua terra, fa parte della sua storia e della sua personalità. Anche in tempi laici, il profilo religioso mantiene la sua importanza, nell’animo collettivo, come nel paesaggio (i campanili). Una tradizione degna di rispetto, da tutelare e da vivere e lasciar vivere degnamente. Nasconderla è assurdo, una auto-lesione. Pur non essendo credente, trovo quindi grottesche le richieste di eliminare i segni della nostra tradizione cattolica dalle scuole, per rispetto degli ‘altri’. E’ come vergognarsi di se stessi. Gli altri sanno di essere in un ‘altro’ paese e sapranno accettare e apprezzare le sue caratteristiche e tradizioni se vorranno integrarsi.
Altrimenti si crea una società svuotata di tradizione e senso, dannosa per i suoi cittadini e che non aiuta neanche gli ‘altri’, che non sanno più a cosa integrarsi e che finiranno per disprezzare il non-paese che li ospita.

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27
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ha ragione Vento, infatti io non voglio togliere i simboli del cattolicesimo-cristianesimo dai luoghi pubblici per leccare il culo allo straniero-invasore: SI ADATTI, voglio toglierli perchè i luoghi pubblici sono di tutti e non delle chiesa cattolica, una chiesa che conserva i propri privilegi non in virtù del numero dei credenti, oggi una sparuta minoranza, ma grazie alla forza della CONSUETUDINE per cui, per esempio, tutti mirano a sposarsi in chiesa ma solo perchè è più bello che in comune, fa più FESTA, non perchè qualcuno ci creda rotolarsi dal ridere

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28
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Penso che non sia giusto esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, ma non mi danno neppure alcuna noia perché non li vivo come imposizione.

Se vedo un bel presepe realizzato dai bambini in una scuola dico : "che bello!", "che bravi!" "come hanno lavorato bene!", uguale per le decorazioni di Halloween.

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29
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Miss.Stanislavskij ha scritto:Penso che non sia giusto esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, ma non mi danno neppure alcuna noia perché non li vivo come imposizione.

Se vedo un bel presepe realizzato dai bambini in una scuola dico : "che bello!", "che bravi!" "come hanno lavorato bene!", uguale per le decorazioni di Halloween.

Questa tua mi sembra una impostazione corretta, equanime e "democratica"

Salvo la prima frase dove avrei gradito tu avessi scritto "Penso non sia giusto esporre NESSUN simbolo in luoghi pubblici"
perché un "simbolo" è di per se un segno discriminatorio di appartenenza. E perché uno religioso no, ed uno laico si?
Ho il diritto di dichiararmi milanista (in luogo pubblico) e non quello di dichiararmi ebreo?... e perché?...

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30
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Lucio Musto ha scritto:
@Miss.Stanislavskij ha scritto:Penso che non sia giusto esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, ma non mi danno neppure alcuna noia perché non li vivo come imposizione.

Se vedo un bel presepe realizzato dai bambini in una scuola dico : "che bello!", "che bravi!" "come hanno lavorato bene!", uguale per le decorazioni di Halloween.

Questa tua mi sembra una impostazione corretta, equanime e "democratica"

Salvo la prima frase dove avrei gradito tu avessi scritto "Penso non sia giusto esporre NESSUN simbolo in luoghi pubblici"
perché un "simbolo" è di per se un segno discriminatorio di appartenenza.   E perché uno religioso no, ed uno laico si?
Ho il diritto di dichiararmi milanista (in luogo pubblico) e non quello di dichiararmi ebreo?... e perché?...

Correzione:

Penso che non sia giusto esporre nessun simbolo in luoghi istituzionali pubblici, eccetto il o i simboli dell'istituzione stessa che rappresentano.

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31
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Miss.Stanislavskij ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:
@Miss.Stanislavskij ha scritto:Penso che non sia giusto esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, ma non mi danno neppure alcuna noia perché non li vivo come imposizione.

Se vedo un bel presepe realizzato dai bambini in una scuola dico : "che bello!", "che bravi!" "come hanno lavorato bene!", uguale per le decorazioni di Halloween.

Questa tua mi sembra una impostazione corretta, equanime e "democratica"

Salvo la prima frase dove avrei gradito tu avessi scritto "Penso non sia giusto esporre NESSUN simbolo in luoghi pubblici"
perché un "simbolo" è di per se un segno discriminatorio di appartenenza.   E perché uno religioso no, ed uno laico si?
Ho il diritto di dichiararmi milanista (in luogo pubblico) e non quello di dichiararmi ebreo?... e perché?...

Correzione:

Penso che non sia giusto esporre nessun simbolo in luoghi istituzionali pubblici, eccetto il o i simboli dell'istituzione stessa che rappresentano.


in questo caso, assolutamente nulla da obiettare. La tua posizione la trovo assolutamente rispettabile! ok ok ok

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32
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Se entro in una aula giudiziaria e vedo il bandierone della Juve lo trovo inopportuno.
Se vado al Bar Juve non lo trovo inopportuno, se non mi piace magari cambio bar.

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33
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
mi sembra del tutto ragionevole e legittimo!

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34
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
naturalmente trovo legittima anche la mia di posizione, che rimane indifferente al
bandierone della Juve dovunque sia esposto, come degli altri simboli.

Se vedo i miei... mi si scalda il cuore.
Quelli degli altri, mi lasciano indifferenti come delle semplici decorazioni non necessariamente di mio gusto.

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35
Automaalox
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Viandante Storico
Viandante Storico
Ideona.

Allora, siccome siamo in Italia facciamo all'italiana: per non scontentare nessuno facciamo finta di accontentare tutti, no?

Quindi, via dal presepe bue, asinello e Giuseppe, figure irrilevanti. Al posto di quello con le corna (Giuseppe) ci mettiamo Maometto. Ok, Maometto non può essere raffigurato altirmenti i fondamentalisti islamisti cominciano a preparare le cinture col C4, quindi, che ideonah che ideonah, mettiamo un cammello cavalcato (o cammellato?) da un Maometto invisibile. Un cammello dotato di flusso allahnizzatore che trasporta il messiah dal futuro. Come combustibile, mirra.

Al posto dell'asinello e del bue ovviamente Mao Tse Tung e Steve Jobs.

Direi che così dovrebbe andare bene a tutti.

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36
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Vento ha scritto:
@Sibert ha scritto:In occasione del Natale un po' ovunque vediamo raffigurazioni religiose o comunque attinenti alla religione. Sono addobbati uffici, negozi e scuole. Mi è capitato di immaginare se tutto fosse addobbato per qualche festa di un'altra religione, e io non fossi di quel credo. Come mi sentirei? Se avessi figli che vanno a scuola e magari hanno aiutato ad appendere quelle decorazioni?
Forse non è giusto ignorare così tanto chi non ha la nostra fede, almeno in istituzioni e scuole. Voi cosa ne pensate?
Una religione caratterizza un popolo e la sua terra, fa parte della sua storia e della sua personalità. Anche in tempi laici, il profilo religioso mantiene la sua importanza, nell’animo collettivo, come nel paesaggio (i campanili). Una tradizione degna di rispetto, da tutelare e da vivere e lasciar vivere degnamente. Nasconderla è assurdo, una auto-lesione. Pur non essendo credente, trovo quindi grottesche le richieste di eliminare i segni della nostra tradizione cattolica dalle scuole, per rispetto degli ‘altri’. E’ come vergognarsi di se stessi. Gli altri sanno di essere in un ‘altro’ paese e sapranno accettare e apprezzare le sue caratteristiche e tradizioni se vorranno integrarsi.
Altrimenti si crea una società svuotata di tradizione e senso, dannosa per i suoi cittadini e che non aiuta neanche gli ‘altri’, che non sanno più a cosa integrarsi e che finiranno per disprezzare il non-paese che li ospita.

Non «per gli altri»,  ma per noi stessi; cercando di esprime equilibrio, meglio: coerenza.
Bisogna chiedersi: nel dettato Costituzionale, in ciò che da esso è/è stato possibile enucleare, ci si imbatte nel concetto di laicità dello Stato? Di equidistanza dello Stato rispetto alle varie Confessioni religiose? Se la risposta è sì, bisogna necessariamente agire di conseguenza, e quindi: via simboli e via altre condizioni privilegiate.
Se la cosa risulta essere intollerabile, ci si adoperi per modificare la Costituzione; disegnando un’altra realtà.

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37
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Automaalox ha scritto:Ideona.

Allora, siccome siamo in Italia facciamo all'italiana: per non scontentare nessuno facciamo finta di accontentare tutti, no?

Quindi, via dal presepe bue, asinello e Giuseppe, figure irrilevanti. Al posto di quello con le corna (Giuseppe) ci mettiamo Maometto. Ok, Maometto non può essere raffigurato altirmenti i fondamentalisti islamisti cominciano a preparare le cinture col C4, quindi, che ideonah che ideonah, mettiamo un cammello cavalcato (o cammellato?) da un Maometto invisibile. Un cammello dotato di flusso allahnizzatore che trasporta il messiah dal futuro. Come combustibile, mirra.

Al posto dell'asinello e del bue ovviamente Mao Tse Tung e Steve Jobs.

Direi che così dovrebbe andare bene a tutti.

visto che siamo in Italia facciamo come al solito.   Ognuno fa come cazzo gli pare.   Non è meglio così?...
Non lo potremmo fare a Mosca, a Pechino o a Cuba, o a Dubai... o in qualche altro paese "libero"

Ma a Roma ce lo possiamo permettere; nessuno ci dice niente, perché qui c'è la schiavitù del Cristianesimo! : rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere  

Io per esempio, che sono bigotto e baciapile, che (ma che schifo, ma che schifo ma che schifo!!!) vado pure a Messa, quest'anno ho prevenuto la tua "ideona"
ed ho fatto un Presepe senza affatto pastori... ed ho avuto l'applauso del Parroco!... vuoi vederlo?

Eccolo qui!...




(i cartellini li ho messi nella foto per far capire i significati ai più sprovveduti, ma poi li levo)

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38
Vento
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@nextlife ha scritto:
@Vento ha scritto:
@Sibert ha scritto:In occasione del Natale un po' ovunque vediamo raffigurazioni religiose o comunque attinenti alla religione. Sono addobbati uffici, negozi e scuole. Mi è capitato di immaginare se tutto fosse addobbato per qualche festa di un'altra religione, e io non fossi di quel credo. Come mi sentirei? Se avessi figli che vanno a scuola e magari hanno aiutato ad appendere quelle decorazioni?
Forse non è giusto ignorare così tanto chi non ha la nostra fede, almeno in istituzioni e scuole. Voi cosa ne pensate?
Una religione caratterizza un popolo e la sua terra, fa parte della sua storia e della sua personalità. Anche in tempi laici, il profilo religioso mantiene la sua importanza, nell’animo collettivo, come nel paesaggio (i campanili). Una tradizione degna di rispetto, da tutelare e da vivere e lasciar vivere degnamente. Nasconderla è assurdo, una auto-lesione. Pur non essendo credente, trovo quindi grottesche le richieste di eliminare i segni della nostra tradizione cattolica dalle scuole, per rispetto degli ‘altri’. E’ come vergognarsi di se stessi. Gli altri sanno di essere in un ‘altro’ paese e sapranno accettare e apprezzare le sue caratteristiche e tradizioni se vorranno integrarsi.
Altrimenti si crea una società svuotata di tradizione e senso, dannosa per i suoi cittadini e che non aiuta neanche gli ‘altri’, che non sanno più a cosa integrarsi e che finiranno per disprezzare il non-paese che li ospita.

Non «per gli altri»,  ma per noi stessi; cercando di esprime equilibrio, meglio: coerenza.
Bisogna chiedersi: nel dettato Costituzionale, in ciò che da esso è/è stato possibile enucleare, ci si imbatte nel concetto di laicità dello Stato? Di equidistanza dello Stato rispetto alle varie Confessioni religiose? Se la risposta è sì, bisogna necessariamente agire di conseguenza, e quindi: via simboli e via altre condizioni privilegiate.
Se la cosa risulta essere intollerabile, ci si adoperi per modificare la Costituzione; disegnando un’altra realtà.
Oggi ho letto sul quotidiano locale fiorentino un’intervista al capo della comunità musulmana della città, che affermava di gradire l’esibizione dei simboli cristiani, visto che questo è tradizionalmente un paese cristiano. Lui stesso festeggia il Natale come ricorrenza locale, quindi anche sua, in quanto immigrato integrato. Viceversa proverebbe disagio nel vedere banditi i simboli religiosi, qualunque ne fosse la ragione. Una vera esortazione alla celebrazione ed esibizione della religiosità cristiana. Questo in sintesi il suo discorso, tipico di persona religiosa e rispettosa delle religioni altrui. Mi ha piacevolmente sorpreso, essendo abituato ad esibizioni violente e volgari verso i simboli cristiani da parte di altri musulmani in passato. Non so se le sue parole erano sincere o diplomatiche. Ho molti dubbi, dato il fanatismo ostile diffuso nell’Islam, ma dobbiamo prenderlo sul serio, se vogliamo costruire un accettabile modus vivendi.
Ne derivano alcune riflessioni. Viviamo in un tempo di accese passioni religiose, specie nei paesi musulmani (con gli eccessi mostruosi che vediamo). Non possiamo non tenerne conto, visto che questi stanno insediandosi nei nostri paesi. Dobbiamo in qualche misura sintonizzarci con loro, con buona pace dei laici, se vogliamo convivere pacificamente. Il che vuol dire appunto vivere senza timori e infingimenti una nostra religiosità (chi la pratica), se non altro come forma di buona educazione.
Io non sono mai stato religioso, piuttosto laico e, in passato, anticlericale. Ho imparato a rispettare la religiosità altrui, che ora non mi disturba più (se sa stare al suo posto). Credo che i laici debbano riflettere ed imparare a convivere cogli altri, cristiani o musulmani che siano, smettendo di essere bigotti (rispetto ai loro valori), a volte più degli stessi religiosi più fanatici.

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39
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
tempo fa vidi un film l' impero del crimine; è la storia del gangster Lucky Luciano, l' ascesa al potere dalla difficile infanzia sino al vertice della mafia americana. Nel finale Luciano apporta un importante cambiamento nei metodi di cosa nostra; introduce la Commissione, una sorta di consiglio di amministrazione in cui tutte le decisioni vengono prese per alzata di braccio a maggioranza. La scena si svolge in un enorme sala, con un grande tavolo, attorno al quale siede il consiglio dei boss; sullo sfondo, sulla parete della sala, un imponente crocefisso.

Nasceva la democrazia cristiana.

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40
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Sibert ha scritto:In occasione del Natale un po' ovunque vediamo raffigurazioni religiose o comunque attinenti alla religione. Sono addobbati uffici, negozi e scuole. Mi è capitato di immaginare se tutto fosse addobbato per qualche festa di un'altra religione, e io non fossi di quel credo. Come mi sentirei? Se avessi figli che vanno a scuola e magari hanno aiutato ad appendere quelle decorazioni?
Forse non è giusto ignorare così tanto chi non ha la nostra fede, almeno in istituzioni e scuole. Voi cosa ne pensate?

Se andassi in un paese che ha una religione differente dalla mia penso rispetterei quel paese e le sue tradizioni, basta vedere che in alcuni paesi una donna deve girare coperta anche se semplice turista.
Nessuno però ha il diritto d'impormi di abbracciare una fede diversa dalla mia, ma addobbare un ufficio, un ospedale o una scuola non significa imporre una religione, si è liberi di credere o non credere a ciò che pare e piace.

Penso che se in una scuola  ai bambini fa piacere addobbare l'albero o fare il presepe perchè non lasciarglielo fare?  
Fa parte delle tradizioni del nostro paese.

Cosa importa se sono di un altro credo? O non credo a niente?
I bambini dovrebbero essere educati anche alla conoscenza di altri credo e fede nel  rispetto delle tradizioni di un paese.

Allora aboliamo anche la via dei presepi a Napoli, via S. Gregorio Armeno, potrebbe offendere la sensibilità e la fede religiosa di qualcuno.

Eppure è conosciutissimo e visitato.

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41
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Guarda, Vento: tu  hai scritto alcune cose che io condivido; partendo dal fatto che – ovviamente – abbiamo una nostra identità che sarebbe bene non prostrare a destra a manca in chissà quale rincorsa alla virtù ad ogni costo/buonismo/perbenismo/blablabla.
Penso anche che un certo lassismo istituzionale, sia colpevole di pericolose degenerazioni, intolleranze e via discorrendo.
Penso infine che il concetto di diversità come «ricchezza a priori», non sia praticabile poiché in essa sono contenute particolarità che non possono lasciarci indifferenti (e sono sicuro non servano esempi).

Quello che però volevo evidenziare è che la nostra identità si stabilisce anche dal non essere delle banderuole al vento; dal non essere capaci di dire tutto e il suo contrario; dal non riuscire a produrre azioni palesemente in contrasto con gli altissimi principi che abbiamo enunciato un istante prima.
In questo aspetto – ed è a ciò che mi riferivo – agli immigrati non si può imputare nulla.
Siamo noi che abbiamo redatto la nostra Carta Costituzionale e dobbiamo necessariamente seguire i precetti in essa contenuti. Abbiamo però anche un’altra strada: cambiarli.
Quello che non possiamo fare sembra invece essere proprio quello che riusciamo a fare meglio.
In sostanza, come spesso ho modo di esporre: io penso si debba comprendere che siamo umani, troppo umani e l'idealismo, meglio: «l'homoiosis Theo», non è certo immune dal produrre enormi danni.

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42
Vento
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@nextlife ha scritto:Guarda, Vento: tu  hai scritto alcune cose che io condivido; partendo dal fatto che – ovviamente – abbiamo una nostra identità che sarebbe bene non prostrare a destra a manca in chissà quale rincorsa alla virtù ad ogni costo/buonismo/perbenismo/blablabla.
Penso anche che un certo lassismo istituzionale, sia colpevole di pericolose degenerazioni, intolleranze e via discorrendo.
Penso infine che il concetto di diversità come «ricchezza a priori», non sia praticabile poiché in essa sono contenute particolarità che non possono lasciarci indifferenti (e sono sicuro non servano esempi).

Quello che però volevo evidenziare è che la nostra identità si stabilisce anche dal non essere delle banderuole al vento; dal non essere capaci di dire tutto e il suo contrario; dal non riuscire a produrre azioni palesemente in contrasto con gli altissimi principi che abbiamo enunciato un istante prima.
In questo aspetto – ed è a ciò che mi riferivo – agli immigrati non si può imputare nulla.
Siamo noi che abbiamo redatto la nostra Carta Costituzionale e dobbiamo necessariamente seguire i precetti in essa contenuti. Abbiamo però anche un’altra strada: cambiarli.
Quello che non possiamo fare sembra invece essere proprio quello che riusciamo a fare meglio.
In sostanza, come spesso ho modo di esporre: io penso si debba comprendere che siamo umani, troppo umani e l'idealismo, meglio: «l'homoiosis Theo», non è certo immune dal produrre enormi danni.

"agli immigrati non si può imputare nulla": cosa vuoi dire? che la Costituzione italiana non li riguarda?
Inoltre la Costituzione non va usata come delle manette.
A mio modo di vedere anche il laicismo va inteso come coesistenza pacifica di credenze, culti, ecc., nel rispetto reciproco e senza invasioni di campo.
Da una parte le regole della convivenza (quindi in primo luogo la Costituzione), dall'altra costumi, riti e tradizioni, che devono convivere pacificamente.
No?

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43
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Vuol dire che – e lo scrivo per la terza volta – siamo stati noi stessi ad affermare che lo Stato è laico, equidistante da ogni confessione religiosa e via discorrendo.
Ergo, se ti capita di notare qualcuno che rileva il fatto che il Crocifisso (ad esempio) dovrebbe sparire dalle aule (oppure perdere l’unicità della sua esposizione), prima di berciare nei confronti dell’irrispettoso invasore, occorrerebbe comprendere che si sta facendo leva su concetti (chiamiamoli così) da noi stessi proclamati.

Diversamente, e anche questo l'ho già scritto, si mette mano alla Costituzione, si proclama una Teocrazia oppure si ha il coraggio di prendere una posizione precisa, dicendo che quella determinata Confessione Religiosa, gode di particolari privilegi.
Coerenza insomma.

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44
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Oggi ho letto sul quotidiano locale fiorentino un’intervista al capo della comunità musulmana della città, che affermava di gradire l’esibizione dei simboli cristiani, visto che questo è tradizionalmente un paese cristiano. Lui stesso festeggia il Natale come ricorrenza locale, quindi anche sua, in quanto immigrato integrato. Viceversa proverebbe disagio nel vedere banditi i simboli religiosi, qualunque ne fosse la ragione. Una vera esortazione alla celebrazione ed esibizione della religiosità cristiana. Questo in sintesi il suo discorso, tipico di persona religiosa e rispettosa delle religioni altrui. Mi ha piacevolmente sorpreso, essendo abituato ad esibizioni violente e volgari verso i simboli cristiani da parte di altri musulmani in passato. Non so se le sue parole erano sincere o diplomatiche. Ho molti dubbi, dato il fanatismo ostile diffuso nell’Islam, ma dobbiamo prenderlo sul serio, se vogliamo costruire un accettabile modus vivendi.
Ne derivano alcune riflessioni. Viviamo in un tempo di accese passioni religiose, specie nei paesi musulmani (con gli eccessi mostruosi che vediamo). Non possiamo non tenerne conto, visto che questi stanno insediandosi nei nostri paesi. Dobbiamo in qualche misura sintonizzarci con loro, con buona pace dei laici, se vogliamo convivere pacificamente. Il che vuol dire appunto vivere senza timori e infingimenti una nostra religiosità (chi la pratica), se non altro come forma di buona educazione.
Io non sono mai stato religioso, piuttosto laico e, in passato, anticlericale. Ho imparato a rispettare la religiosità altrui, che ora non mi disturba più (se sa stare al suo posto). Credo che i laici debbano riflettere ed imparare a convivere cogli altri, cristiani o musulmani che siano, smettendo di essere bigotti (rispetto ai loro valori), a volte più degli stessi religiosi più fanatici.[/quote]


ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah quindi dovremmo ESPORRE LE CROCI per far contenti i religiosi di altre religioni????? ahahahah, siamo in uno stato laico, se non voglio i simboli di una qualsivoglia religione negli uffici pubblici dovrei METTERLI PER SINTONIZZARMI CON GLI STRANIERI CHE PROFESSANO ALTRE RELIGIONI??? mamma mia vento, che spifferi che ci devono essere fra le orecchie

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45
Vento
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Allora buttiamo giù anche i campanili e le chiese?
Mi sembrate un po’ bigotti, dei laici fondamentalisti, che è una contraddizione, in quanto il laicismo dovrebbe esprimere superiorità e distacco verso queste passioni faziose, spesso espresse dalle confessioni religiose.
Mi sembra che stiate trasformando il laicismo in una nuova religione. Il solito vizietto.

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46
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Utilizzare un elementare meccanismo di proiezione per tentare di allontanare, da molte delle Confessioni Religiose, alcune caratteristiche  che - sebbene ci si prodighi di mascherarle – le permeano profondamente (intransigenza, oltranzismo, integralismo) ed ascriverle al pensiero laico, è un esercizio che non serve a granché
Inoltre, nel caso specifico, significa che molte delle parole dei tuoi interlocutori non sono state comprese.
Il pensiero laico, è poi – per definizione – meno ingessato di quanto tu sembri tratteggiare, ma comunque… andiamo pure avanti.
Demolire campanili e chiese…  Ma dimmi: come sei pervenuto a cio? Demolirli in funzione di che? Appoggiandosi a quale intento? Semmai il contrario, ovvero consentire che esistano i luoghi di culto più disparati e questo conformemente al dettato Costituzionale.
Ma come è nato il parallelo Scuola – Chiesa/Campanile? Ti pare siano paragonabili? La Scuola è un’istituzione, appartiene alla collettività, è  espressione della collettività, tutta.
Vi è un’alternativa alla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche: la possibilità di affiggere anche simboli analoghi su quel muro.
Ti risulta sia possibile affiggere sopra la testa dell’insegnante anche un’effige del Buddha?
Ecco il punto, senza considerare l’insegnamento della Religione Cattolica, che quindi rimanda ai Patti Lateranensi e quindi ad una profonda contraddizione già in matrice.

Per quanto mi riguarda, sono a diversi livelli consapevole dei desideri/bisogni dell’uomo di spiritualità-trascendenza.
Sono quindi felice se essi vengono appagati; qualunque essi siano.
Ovviamente mi preoccupa la pesante contropartita: quella dell’oscuramento della ragione; laddove ideologia e dogma pretendono l’assoluto dominio.
Mi sembra che la possibilità di appagare quei desideri/bisogni sia consentita dalla nostra Comunità al punto che è sancita in Costituzione.
Di questo si parla: di legalità; di diritto; di coerenza.

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47
lunantica

Viandante Residente
Viandante Residente
@Lucio Musto ha scritto:naturalmente trovo legittima anche la mia di posizione, che rimane indifferente al
bandierone della Juve dovunque sia esposto, come degli altri simboli.

Se vedo i miei... mi si scalda il cuore.
Quelli degli altri, mi lasciano indifferenti come delle semplici decorazioni non necessariamente di mio gusto.

Sei sicuro che sia realmente così per ogni tipo di simbolo? perchè molti simboli, oltre a far parte della cultura distintiva di un popolo, impongono anche stili ed indirizzamento di pensiero (in modi più o meno espliciti). E da una cosa non esplicita come ci si difende? soprattutto in giovane età o se si hanno pochi strumenti a disposizione?

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48
Masquerade
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Sibert ha scritto:In occasione del Natale un po' ovunque vediamo raffigurazioni religiose o comunque attinenti alla religione. Sono addobbati uffici, negozi e scuole. Mi è capitato di immaginare se tutto fosse addobbato per qualche festa di un'altra religione, e io non fossi di quel credo. Come mi sentirei? Se avessi figli che vanno a scuola e magari hanno aiutato ad appendere quelle decorazioni?
Forse non è giusto ignorare così tanto chi non ha la nostra fede, almeno in istituzioni e scuole. Voi cosa ne pensate?

Quel che è giusto è il rispetto reciproco. Ai miei figli questo insegnerei. Il rispetto. Non la limitazione altrui.
Anche conoscere le usanze altrui è importante per poterle rispettare.
Se io scelgo o devo vivere in un Paese di religione diversa dalla mia è giusto che mi adegui ad usanze. Dove adeguarsi non significa condividere.
Se vado ad una cena dove non si può servire il maiale, non faccio storie.
Se io entro in una moschea, anche solo in visita, rispetto la loro regola di entrarci scalza e non troppo svestita. Anche se a me la loro religione non dice nulla.
Non mi da fastidio arrivare in un luogo pubblico e trovare scolpiti nel marmo versi del Corano o la statua di una divinità a cui non credo. Ma mi piacerebbe comprendere il loro credo.
Dubito che bambini di religione diversa dalla nostra facciano tante storie a prendersi 15 giorni di vacanza da scuola in occasione di una festa che non condividono. Si adeguano alle feste. E in quei 15 giorni fanno altro.

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49
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@lunantica ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:naturalmente trovo legittima anche la mia di posizione, che rimane indifferente al
bandierone della Juve dovunque sia esposto, come degli altri simboli.

Se vedo i miei... mi si scalda il cuore.
Quelli degli altri, mi lasciano indifferenti come delle semplici decorazioni non necessariamente di mio gusto.

Sei sicuro che sia realmente così per ogni tipo di simbolo? perchè molti simboli, oltre a far parte della cultura distintiva di un popolo, impongono anche stili ed indirizzamento di pensiero (in modi più o meno espliciti). E da una cosa non esplicita come ci si difende? soprattutto in giovane età o se si hanno pochi strumenti a disposizione?

che sia quella la mia opinione?... certo che sono/credo di essere sicuro della mia opinione!... come chiunque della sua! rotolarsi dal ridere

Che i simboli non inducano (impongano mi fa suggestione ipnotica) stili ed indirizzamento di pensiero?... Certo che inducono!... indistintamente tutti!... sono fatti apposta!
Dal bianco e rosso della CocaCola, alla sigla della trasmissione televisiva, al simbolo di partito, al bandierone della Juve, ai colori della squadra di calcio, al ciuffo del cantante di grido, al marchio delle racchette da Tennis, al logo del supermercato e del Forum... TUTTI i simboli sono da una parte riferimento di appartenenza e dall'altro strumento di proselitismo...

Non te ne eri mai accorta?... pensi che "impongano stili ed indirizzamento di pensiero" solo i crocefissi nelle classi di un paese cattolico o le statuine del Buddha in uno induista, o la foto di Mao o di Lenin in uno Marxista, e i drappelloni neri in uno terrorista??... se non te ne sei mai accorta stai messa proprio male!...
Vuol dire davvero che sei succube delle suggestioni della moda!

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Flame1
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Viandante Residente
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@Vento ha scritto:
@Sibert ha scritto:In occasione del Natale un po' ovunque vediamo raffigurazioni religiose o comunque attinenti alla religione. Sono addobbati uffici, negozi e scuole. Mi è capitato di immaginare se tutto fosse addobbato per qualche festa di un'altra religione, e io non fossi di quel credo. Come mi sentirei? Se avessi figli che vanno a scuola e magari hanno aiutato ad appendere quelle decorazioni?
Forse non è giusto ignorare così tanto chi non ha la nostra fede, almeno in istituzioni e scuole. Voi cosa ne pensate?
Una religione caratterizza un popolo e la sua terra, fa parte della sua storia e della sua personalità. Anche in tempi laici, il profilo religioso mantiene la sua importanza, nell’animo collettivo, come nel paesaggio (i campanili). Una tradizione degna di rispetto, da tutelare e da vivere e lasciar vivere degnamente. Nasconderla è assurdo, una auto-lesione. Pur non essendo credente, trovo quindi grottesche le richieste di eliminare i segni della nostra tradizione cattolica dalle scuole, per rispetto degli ‘altri’. E’ come vergognarsi di se stessi. Gli altri sanno di essere in un ‘altro’ paese e sapranno accettare e apprezzare le sue caratteristiche e tradizioni se vorranno integrarsi.
Altrimenti si crea una società svuotata di tradizione e senso, dannosa per i suoi cittadini e che non aiuta neanche gli ‘altri’, che non sanno più a cosa integrarsi e che finiranno per disprezzare il non-paese che li ospita.

condivido in pieno.
vengono qui sapendo com'è la nostra coltura e devono rispettarla e non noi nasconderla. se non vogliono allora vadano da un'altra parte o nella loro terra.

anch'io sono ateo

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