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Franca viola: la storia la facciamo noi

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Zingara
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Viandante Residente
Viandante Residente
Nel 1965 esiste ancora il Codice Rocco, che sdogana il delitto d'onore, ammantandolo di un aurea cavalleresca come se le corna fossero una macchia da lavare solo con la privazione della vita altrui, l'adulterio femminile viene punito con la galera, non esiste divorzio, aborto o contraccezione. C'è pure una simpatica legge con l'articolo 544 che indica lo stupro come reato alla morale e non alla persona, e fa di peggio. Scrive che se lo stupratore sposa in matrimonio riparatore la vittima, anche se minorenne, il reato viene cancellato, perchè l'onore è salvo.

Ad Alcamo nasce e cresce Franca Viola. Ha 17 anni quando viene rapita, stuprata e tenuta segregata per una settimana da Filippo Melodia e alcuni suoi scagnozzetti, un ridicolo mafiosetto locale innamorato di lei, e che lei, continua a rifiutare.
Rifiutare? Non sia mai detto. Parola d'ordine. Fuitina. Parola reale. Rapimento. Segregazione. Stupro reiterato. Matrimonio riparatore.
Il ridicolo Melodia, in qui giorni in cui la tiene prigioniera, porta avanti la solita trattativa.
Sposo tua figlia, la svergognata che mai nessuno più vorrà, e l'onore di tutti è salvo.

Il padre di Franca però, fa qualcosa che nessuno fino a quel momento ha avuto le palle di fare.
Fa finta di accettare il matrimonio, chiama i carabinieri e fa arrestare il Melodia, quando bello pacioso si presenta con la ragazza al fianco per avere la benedizione matrimoniale.
Anche Franca fa qualcosa che nessuna donna aveva osato fino a quel momento. Nessuna prima di lei aveva sfidato la tradizione stupratrice della fuitina e dell'annesso matrimonio riparatore e lo fa rifiutando proprio il matrimonio e di conseguenza l'uomo. Quel Melodia figlio di tradizioni bestiali che nessuno contrastava.
Lo fa combattendo in tribunale. Contro la morale comune che la vorrebbe sposata e tacente. Lo fa contro l'intero paese di Alcamo, sconvolto da tanto ardire.
Scompiglia anche l'Italia intera, che vede sgretolarsi la sua patina molliccia di perbenismo davanti ad una donna, una giovane donna di 17 anni con la quinta elementare, che dice no ad una legge fatta da uomini e solo per gli uomini.


Tutti si soffermano su Franca in questa storia, che indubbiamente è stata la vittima ma è stata soprattutto il fulcro e la miccia per un cambiamento epocale di usi e costumi, compresa poi la modifica totale dell'articolo 544 (anche se nel 1981, i nostri politici non hanno mai brillato per sveltezza), ma non dobbiamo scordare i due uomini notevoli che ha avuto al fianco, notevoli perchè erano figli della stessa terra che poi li avrebbe trattati come marziani.

Il padre, il signor Bernardo Viola, è un contadino senza istruzione, quasi analfabeta, un uomo che porta sul viso e nel corpo i segni della fatica, della povertà, ma ha un senso innato della giustizia e dell'onore che niente potrà scalfire. E' lui infatti che, ancora prima di sapere che sua figlia dirà no alle nozze riparatrici, dice no a quelle stesse nozze che sente abominevoli e quando anche Franca urla lo stesso no, Bernardo Viola, si schiera subito senza se e senza ma, al fianco della figlia.
Resiste alle occhiate taglienti dei suoi compaesani, resiste agli atti vandalici del Madonia, una vigna rasa al suolo, intimidazioni, casolari bruciati. Resiste a tutto e spalleggia Franca in tribunale, supportandola sempre.
E' un padre che ha fatto tabula rasa di cenciose convenzioni in cui è vissuto fino ad allora, e vede sua figlia esattamente come è. Una giovane donna stuprata che deve, deve, avere giustizia.

Giuseppe Ruisi è il marito, sposerà Franca in quella Sicilia a dir poco ancestrale, nel 1968.
La sposerà per amore. Solo per amore.
La sposerà con lo stesso animo gentile del padre Bernardo, andando anche lui contro tutto e tutti.
Contro la madre, che gli diceva che quella Franca era una svergonata (troia).
Contro il paese che lo sbeffeggiava e guardava come se fosse il peggiore cornuto della terra.
Contro l'onnipresente Madonia, che anche con 11 anni di pena sulle spalle continuava a minacciare chiunque si avvicinasse a Franca.
E la sposerà anche contro la stessa Franca, che amandolo, temeva per lui.

Ruisi non ascolta nessuno. Non vede nessuno. E risponde con semplicità ad una giornalista dell'epoca, che in maniera perfida gli chiede.
Signor Ruisi, parlate con Franca di quello che ha vissuto'? Non le ha chiesto se ha provato del sentimento in quella situazione? Non ha questo dubbio?
Lui ci pensa un attimo. E' una domanda cattiva, che rispecchia benissimo come anche la giornalista del nord, sia imprigionata in una mentalità distorta che non le fa sentire Franca come una vittima.
Ruisi risponde. Con calma. Nessuna impennata polemica.

No, lei non ne vuole parlare e io non provo la curiosità di sapere se ha provato un sentimento, perchè il gesto che Franca ha fatto dopo, ha già dato la sua risposta.


Quando uomini e donne si alleano fanno la storia.
Quella vera.
Non dimentichiamolo .

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paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
culturalmente, capire la differenza tra amore e possesso è una questione evolutiva, direi quasi recente; e comunque non alla portata di tutti.

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