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7°giro- Fantascienza- Si legge:Fahrenheit 451/Bradbury Ray

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Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
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Fahrenheit 451 Bradbury Ray

Non è pura e semplice fantascienza, quella di Ray Bradbury. Il suo è un futuro spaventosamente vicino. Nel presente-futuro di "Fahrenheit 451" non si leggono più libri, anzi si bruciano, perché tutti devono essere uguali, e nei libri, invece, si impara la differenza. È un presente dedito al piacere, ai titillamenti in abbondanza, allo svago per lo svago, a forme di distrazione che sanno di dipendenza. Dove si vuole soltanto essere allegri, spensierati, sereni. Non pensare. Com'è possibile allora, in una simile società felice, dimenticare di essere felici? Il volume è corredato da esclusivi contenuti extra, spunti e approfondimenti nella cultura contemporanea: film e serie TV, musica, arte, libri, fumetti e graphic novel.


Un classico!

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2
euvitt
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letto due volte e visto il film
sapete chi è il più grande bruciatore di libri della storia dell'umanità?
è Mao....qualcuno ancora ne parla bene mortacci loro

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3
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
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@euvitt ha scritto:letto due volte e visto il film
sapete chi è il più grande bruciatore di libri della storia dell'umanità?
è Mao....qualcuno ancora ne parla bene mortacci loro

Il film avevo cominciato a vederlo, ma poi ho interrotto perché, appunto, voglio prima leggere il libro.

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4
euvitt
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@Miss.Stanislavskij ha scritto:
@euvitt ha scritto:letto due volte e visto il film
sapete chi è il più grande bruciatore di libri della storia dell'umanità?
è Mao....qualcuno ancora ne parla bene mortacci loro

Il film avevo cominciato a vederlo, ma poi ho interrotto perché, appunto, voglio prima leggere il libro.
un film che mi ha in parte ricordato Fahrenheit 451 è equilibrium con Christian Bale....non male

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5
Arwen
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Equilibrium l'ho visto anch'io, mi è piaciuto

Allora si parte con "Fahrenheit 451", vedo di procurarmelo.

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6
Arwen
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L'ho ritirato oggi dalla biblioteca ora non resta che iniziarlo.

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7
Hara2
8
Miss.Stanislavskij
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Grazie mille! Me lo salvo sul portatile

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Arwen
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Arwen
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Ho iniziato a leggerlo nella versione cartacea edizione nuovissima del 2014 il libro si presenta con le pagine nere lungo i bordi che da libro chiuso danno l'impressione di nero cenere, bruciato.
All'interno della copertina  questa frase:
"Che cosa c'è di tanto adorabile nel fuoco?
Qualunque età abbiamo
che cosa ci attira
in esso?"



Parte Prima-Il focolare e la salamandra

Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta  di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia.[...]
Voleva soprattutto, come  nell' antico scherzo, spingere un'altea su un bastone dentro la fornace, mentre i libri, sbatacchiando le ali di piccione, morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio."


Suggestiva questa descrizione della fine dei libri che in una società che sembra futuristica venivano bruciati, inceneriti, dove la memoria di un tempo in cui i pompieri, vigili del fuoco erano addetti a spegnere gli incendi ora sembra persa, sono addetti al fuoco, fuoco che distrugge cultura, storia.

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11
kohkarunagi
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Gran bel romanzo, Bradbury mi è sempre piaciuto.

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12
Arwen
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Viandante Storico
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“Non lo so. Abbiamo tutto quanto occorre per essere felici, ma non siamo felici. Manca qualcosa. Mi sono guardato intorno. La sola cosa che abbia visto mancare positivamente sono i libri che io avevo bruciato in questi ultimi dieci, vent’anni. E allora ho pensato che i libri forse avrebbero potuto essere utili.”[...]

[…] Numero uno: sapete perché libri come questo siano tanto importanti? Perché hanno sostanza. Che cosa significa in questo caso “sostanza”? Per me significa struttura, tessuto connettivo. Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c’è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su un foglio di carta, e più sarete “letterario”. Questa è la mia definizione[…]I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. I cattivi scrittori si sforzano e l’abbandonano. Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.[…]

“E la Seconda?”
“ Agio, tempo libero.”
“ Oh ma noi abbiamo molte or libere ogni giorno.”
“ Ore libere dal lavoro, sì. Ma tempo per pensare? Quando non guidate la macchina a più di cento all’ora, a un massimo in cui non potete pensare ad altro, allora ve ne state a giocare a carte o sedete in qualche salotto, dove non potete discutere col televisore a quattro pareti. Perché? Il televisore è “reale”, è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve aver ragione, vi dite: sembra talmente che l’abbia! Vi spinge con tanta rapidità e irruenza alle sue conclusioni che la vostra mente non ha tempo di protestare, di dirsi: “Quante sciocchezze!”
“ Ma la “famiglia” è gente in carne ed ossa.”
“Come scusate?”
“ Mia moglie dice che i libri non sono “reali”.”
“ E Dio sia lodato per questo. Li si può almeno chiudere, dire: “ Aspetta un momento”. Potete farne ciò che volete. Ma chi è mai riuscito a strapparsi dall’artiglio che v’imprigiona quando mettete piede nel salotto TV? Vi foggia secondo l’aspetto che esso più desidera! L’ambiente in cui vi chiude è reale come il mondo. Diviene e pertanto è la verità. I libri possono essere battuti dalla ragione. Ma nonostante tutto quello che so e tutto il mio scetticismo, non sono mai stato capace di discutere con un’orchestra sinfonica di cento elementi, a tutto colore, tre dimensioni, parte integrale, costitutiva di questi incredibili salotti.[…]
La prima, come ho detto, è sostanza, identificazione della vita. La seconda agio, tempo di pensare a questa identificazione, di assimilare la vita. La terza: diritto di agire in base a ciò che apprendiamo dall’influenza che le prime due possono esercitare su di noi.


Questa parte la trovo interessante, vale la pena di citarla.

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13
Mononeurone
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Per quanto bruciare i libri di Volo non sarebbe così negativo.....

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14
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Mononeurone ha scritto:Per quanto bruciare i libri di Volo non sarebbe così negativo.....

Così facciamo pure un danno ambientale! No i libri di Volo vanno regalati alle persone che ci stanno poco simpatiche!

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15
Miss.Stanislavskij
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Arwen
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Viandante Storico
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La spiegazione alla scelta del titolo.
L'hai iniziato dunque, io l'ho finito questa mattina.

Molto bello e tiene in alcuni punti veramente con il fiato sospeso.

Riporto ancora una citazione:
“ Che cosa c’è di tanto adorabile nel fuoco? Qualunque età abbiamo, che cosa ci attira tanto in esso?”
Betty spense con l’alito la fiammella, per riaccenderla subito. “ E’ il moto perpetuo, la cosa che l’uomo ha sempre voluto inventare, senza poterlo mai. O il moto quasi perpetuo. Se lo lasci ardere, brucerebbe per tutta la durata della nostra vita. Che cos’è il fuoco? E’ un mistero. Gli scienziati ci dicono un monte di assurdità complicate relativamente  a frizione e molecole. Ma non lo sanno realmente. La sua vera bellezza è nel fatto che distrugge responsabilità e conseguenze. Un problema diventa troppo arduo? Presto gettalo nelle fiamme e non se ne parli più. Ora tu Montag sei un uomo troppo arduo a trattarsi. Ed il fuoco mi toglierà dalle spalle il tuo peso, in modo pulito, rapido, sicuro; nulla che possa marcire poi. Antibiotico, estetico pratico."[..”] E come un tempo, egli sentì di nuovo la bellezza di bruciare, gli parve di dissolversi con tutto il suo essere nello zampillo di fuoco, risolvendo in tal modo il problema senza senso. Dove non c’era soluzione, allora voleva dire che non c’era nemmeno il problema! Il fuoco era il rimedio migliore a ogni cosa!
“ I libri, Montag”
I libri balzavano in aria e danzavano come uccelli nell’arrostimento, le ali ardenti di piume gialle e rosse.[….]
Quando avrai finito” gli disse a un tratto la voce di Beatty alle spalle ”non dimenticarti che sei agli arresti.”

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Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
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Stasera mi ci metto di impegno! Promesso.

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Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Ok.
Intanto aggiungo anche questo:
[…]Granger si fermò a guardare indietro con Montag:«Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos'altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita.››[…]



Bellissima questa descrizione, ciò che costruiamo,creiamo lascia una traccia del nostro passaggio.
Anche i libri. Vengono bruciati perchè tutti devono essere  uguali, mentre nei libri s'impara la differenza.

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19
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
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«Ma perché non siete mai a scuola? Vi vedo ogni giorno, in giro, sempre vagabonda...»

«Oh, non soffrono troppo della mia mancanza, credetemi» rispose lei. «Sono un temperamento asociale, dicono. Non mi mescolo con gli altri. Ed è strano, perché io sono piena di senso sociale, invece. Tutto dipende da che cosa s'intenda per senso sociale, non vi sembra? Per me significa parlare con voi di cose come queste.» Si mise a far suonare delle noci cadute dall'albero del giardino davanti alla casa.

«O anche parlare di quanto è strano questo mondo. Stare con la gente è una cosa bellissima. Ma non mi sembra sociale riunire un mucchio di gente, per poi non lasciarla parlare, non sembra anche a voi? Un'ora di lezione davanti alla TV, un'ora di pallacanestro, o di baseball odi footing, un'altra ora di storia riassunta o di riproduzione di quadri celebri e poi ancora sport, ma, capite, non si fanno domande, o almeno quasi nessuno le fa; loro hanno già le risposte pronte, su misura, e ve le sparano contro in rapida successione, bang, bang, bang, e intanto noi stiamo sedute là per più di quattro ore di lezione con proiezioni. Tutto ciò per me non è sociale. È tutta acqua rovesciata a torrenti, risciacquatura è, mentre loro ci dicono che è vino quando non lo è. Ci riducono in condizioni così pietose, quando viene la sera, che non possiamo fare altro che andarcene a letto o rifugiarci in qualche Parco di divertimenti a canzonare o provocare la gente, a spaccare i vetri nel Padiglione degli-spaccavetri o a scassare automobili, nel Recinto degli scassamacchine, con la grossa sfera d'acciaio. O non ci resta che salire in macchina e correre pazzamente per le strade, cercando di vedere quanto da vicino si possano sfiorare i lampioni e quanto strette si possono fare le curve, magari sulle due ruote laterali. Può darsi benissimo che io sia proprio quello che dicono, d'accordo. Non ho amici, io. E questo dovrebbe provare che sono anormale. Ma tutte le persone che conosco urlano o ballano intorno come impazzite o addirittura si battono a vicenda, selvaggiamente. Avete notato come la gente si faccia del male, di questi tempi?»

«Le vostre parole, come sono antiche!»

«Talvolta, sono antica. (…).

«Ma soprattutto» riprese, dopo un istante di pausa «mi piace studiare la gente. A volte passo l'intera giornata sulla ferrovia sotterranea, a sentirle persone parlare, a guardarle. Mi piace indovinare chi sia quel tale, che cosa voglia quell'altro, dove siano diretti. In certe occasioni vado perfino nei parchi di divertimento o faccio delle corse sulle auto a reazione, quando filano a mezzanotte ai margini della città e la polizia lascia fare, finché sono assicurati. Fino a quando uno abbia diecimila dollari d'assicurazione, tutti sono felici e contenti. Spesso scivolo come un serpente su una vettura della sotterranea a sentire che cosa dicono le persone. O nelle mescite di bibite dolci, e sapete che cosa ho scoperto?»

«Che cosa?»

«Che la gente non dice nulla.»

«Oh, parlerà pure di qualche cosa, la gente!»

«No, vi assicuro. Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice qualcosa di diverso dagli altri. E quasi sempre nei caffè hanno le macchinette d'azzardo in funzione, si raccontano le stesse barzellette, oppure c'è la parete musicale accesa con i disegni a colori che vanno e vengono, ma si tratta soltanto di colore e il disegno è del tutto astratto. E nei musei, ci siete mai stato? Tutta roba astratta. Ecco quello che ci si trova ora, nei musei. Lo zio dice che era differente una volta. Molto tempo fa, non so bene quando, i quadri e la scultura dicevano delle cose precise, mostravano addirittura delle persone!»

«Lo zio diceva questo, lo zio diceva quest'altro. Vostro zio deve essere un uomo molto notevole.»

«Oh, lo è. Altroché se lo è! Bene, devo andarmene, ora. Arrivederci, signor Montag.»

«Arrivederci.»

«Arrivederci...»



Finito sabato, non c'è che dire, fama meritata, fortunatamente ancora non bruciamo i libri, ma per gran parte della descrizione che fa del futuro, ci ha preso.

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paolo iovine
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gli animali parlano ?

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Miss.Stanislavskij
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@paolo iovine ha scritto:gli animali parlano ?

non ho capito la domanda

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paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
dicevo alla ragazza che non gli sembra sociale riunire un sacco di gente per poi non lasciarla parlare.

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Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
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Capito, ma nel romanzo animali non ce ne sono, solo un cane-robot, il segugio. Non so dirti se la ragazza avesse occasione di parlare con altri animali.

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paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
ok, proviamo così :

se tu fossi stata la scrittrice del libro e avessi fatto rispondere il signor Montag, alla domanda della ragazza 'non sembra anche a voi ?', 'gli animali parlano ?'; cosa avresti fatto controbattere alla ragazza ?

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Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@paolo iovine ha scritto:ok, proviamo così :

se tu fossi stata la scrittrice del libro e avessi fatto rispondere il signor Montag, alla domanda della ragazza 'non sembra anche a voi ?', 'gli animali parlano ?'; cosa avresti fatto controbattere alla ragazza ?

Ok capito, forse.

Penso che Montag(il pompiere) non potesse rispondere alle domande di Clarisse perché gli saranno sembrate ben strane. E' lei che manda in crisi Montag.
Lui non sa cosa rispondere, solo si abitua a vederla, gode del piacere di ascoltarla, tutto precipita la sera che lei scompare, morta, forse, gli dice la moglie.

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