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Un ateo ha spiritualità?

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Hara2
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@laura18 ha scritto:
@Hara2 ha scritto:Non capisco perchè  usare un termine ambiguo, vago, semanticamente abusato e slegato dalla realtà come "spiritualità"
Prego..esemplifichi con un altro termine più specifico..

Se intendi con spiritualità "il concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la materia tragga vita, intelligenza o almeno lo scopo di esistere" allora ok, è una domanda retorica.

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52
SergioAD

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Avendo vissuto in un mondo multietnico, multiculturale e multi religioso, mi sono abituato a dividere il senso della religiosità dal comportamento degli umani che include anche ambienti religiosi che risultano incompatibili tra di loro. Quando mi hanno chiesto che cosa sono, anche i talebani sono stati clementi e mi hanno onorato della loro stima ma la base era ed è Umanesimo Marxista (è un ideale umanista).

Sono uno che riconosce la spiritualità, la sente e partecipa attivamente con i suoi amici anche durante le loro funzioni religiose - vivo non l'esperienza trascendentale dell'ignoto ma dell'abbandono a quella - che poi sarebbe lo stato di estasi di questi credenti, la ritualità, l'incenso, la musica - i riverberi dei cantici. Chi avesse praticato training autogeno, praticamente è la stessa cosa - uno stato mentale.

Io sono ateo per contrappormi alle rivelazioni divine proposte da percezioni umane ed imposte col proselitismo - io non devo essere obbligato a rispettare credenze religiose, devo rispettare il diritto che ci siano, che vengano espresse pacificamente. Devo rispettate tutti quelli che rispettano me. Non l'ignoranza, il lavaggio del cervello, la tirannia, il sessismo, la bigotteria, l'odio, le sette, l'omofobia. Il cristiano è come me.

L'occidente deriva dal cristianesimo ed essendo il riferimento per il mondo intero, esso propone il secolarismo che si è sovrapposto appunto al cristianesimo. Io ho avuto la fortuna di crescere in questo mondo e sopratutto ad essere iniziato come cristiano. La mia coscienza, se essa è buona io devo ringraziare come sono stato cresciuto negli ambienti dei missionari cattolici in Africa. Questa è la nostra società.

I corruttori, le persone di malaffare non lo sono certo così a causa delle religioni anche quando fanno parte di quelle istituzioni, ma per circostanze. È un problema di uomini e dei loro usi e costumi. Poi, in assenza delle Divinità non sarei potuto definirmi ateo ovvero l'ateo non crede ma nega una divinità in più di ogni altro credente che fa lo stesso per tutte le divinità meno la propria... il papa, i vescovi ed i cardinali sono evoluzionisti!

Ci sono 1,4 miliardi di musulmani, 2,2 miliardi di cristiani, 1 miliardo e più tra induisti e buddhisti e stanno tutti convergendo verso modelli sociali secolaristi e non è come vivere nel forum dove chi perde il confronto con gli usi e costumi dell'altro viene isolato o anche malmenato (s'intende virtualmente ah ah). Adesso completo questo lungo messaggio che vi avrà annoiato o sembrato assolutamente inconsistente parlando di spiritualità.

La spiritualità riguarda ciò che si fa con lo spirito, la capacità di astrazione è in grado di formulare ipotesi sullo scopo dell'esistenza; per me sono assenti quei poteri soprannaturali come me li hanno insegnati, non ne conosco altri e pertanto mi comporto come per ogni altra cosa di cui non si hanno risposte. Spiritualità quindi non religione o credo ma "modo d'essere"; scarso attaccamento alla materialità ah ah spendo il mio tempo a pensare!

(ah ah facile la battuta che ne viene fuori)

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53
Lady Joan Marie
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Secondo me un ateo è solo una persona che si affida al lato materiale della vita e in parte a quello spirituale.

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54
laura18

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@Lady Joan Marie ha scritto:Secondo me un ateo è solo una persona che si affida al lato materiale della vita e in parte a quello spirituale.
Perché?Come mai sei arrivata a questa conclusione?

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55
SergioAD

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Lady Joan Marie,

Tutti ci affidiamo alle nostre capacità, fisiche e spirituali. La capacità di pianificare la nostra vita ci fa essere speciali - ciò significa avere coscienza di se. In particolare attraverso la capacità di astrazione costruiamo dei modelli che poi trasferiamo nella realtà.

Abbiamo dovuto lottare contro tutto e tutti, fisicamente siamo tra gli esseri più delicati, più lenti, soffriamo le variazioni di temperatura, etc... questo ci ha costretto ad essere più veloci almeno nel prendere le decisioni. È questo che ci ha fatto essere i migliori.

Allora è nella nostra testa la capacità più forte, noi abbiamo una parte cerebrale che è solo nostra e se trovassimo che il termine spirituale non è il più appropriato, ben venga la correzione - ma i "poveri di spirito" sono anche quelli hanno una mediocre intelligenza.

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56
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Lady Joan Marie ha scritto:Secondo me un ateo è solo una persona che si affida al lato materiale della vita e in parte a quello spirituale.
Per come vedo io la questione "spirituale"della vita,la spiritualità è o dovrebbe essere una cosa fortemente personale,intima,che va custodita come una cosa preziosa.Non va messa in mostra,non va adattata agli altri,non va influenzata o modificata dagli altri.Uno/a potrebbe avere una spiritualità molto complessa o profonda,ma personalmente reputo sia da esibizionisti farsi e far vedere agli altri quanto "spirituali"si può essere.E allora in un certo senso forse hai ragione..gli atei possono mostrarsi più "materialisti"ma proprio perché forse più "spirituali"..

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57
Lady Joan Marie
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Viandante Storico
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Forse avete ragione, io ho detto il mio punto di vista ma anche il vostro non è da escludere...

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58
vanth
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Viandante Storico
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@Pazza_di_Acerra ha scritto:Parente di Goebbels?

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59
Candido
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Viandante Storico
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Diciamo che esiste o non esiste in una persona la tendenza alla ricerca dei motivi fondamentali dell'esistenza, per cui di solito si arriva alla scorciatoia di una religione costituita o di una setta per poter delegare ad altri la scelta di una pretesa "verità". In rari casi la ricerca diviene puramente personale e senza etichetta, basata su studi, esperienze, lavoro su se stessi, nulla escludendo e ampliando al massimo i propri orizzonti.
L'ateo convinto non è altro che un credente al contrario...ha fede nella non esistenza di un Dio piuttosto che nella sua esistenza, ma sempre di fede si tratta. La sua "spiritualità" (profondità, sensibilità umana) si vedrà dalle sue opere, non da quello che sostiene.

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60
Amarillis80
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Viandante Residente
Viandante Residente
Io mi definisco atea perchè non credo nell'esistenza di dio e credo alle spiegazioni della scienza. Detto questo dipende tanto da cosa si intende per spiritualità, se riguarda la propria ricerca di dio in me non è presente, ho trovato d atempo le mie risposte; se riguarda invece la percezione del proprio io, la dimensione "mentale" ovviamente è un'aspetto presente in ognuno di noi. Io penso di essere una persona piuttosto concreta ma ascolto molto le mie sensazioni, pensieri, emozioni...

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61
SergioAD

Viandante Storico
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Per dibattere di qualcosa è necessario che ci sia un confronto diverso da quello che usate fare qui, dove si scaravolta tutto pur di sostenere quello che si afferma, intendo con superficialità naturalmente e si tratta anche della mia insignificante percezione.

Le battute sulla fede dei non credenti - avrete notato che s'è contrastato quello che ho scritto io, pertanto non vale la pena proseguire. Tra l'altro quello sulla fede e ragione è un argomento trattato da Sant'Agostino. Ah ah! Ora qui è inaccettabile spiritualmente.

In alcuni spazi la cosa migliore è dichiararsi agnostici così almeno il giudizio viene sospeso e con esso la fede. Cosa diversa è il piacere di dibattere sulla spiritualità senza pregiudizi. Per fortuna esistono persone che sanno distinguere i valori umani dalle relazione con la fede.

Oggi la spiritualità è un termine comune per indicare un modo di fare che va oltre il concetto di meditazione trascendentale di tipo religioso. Secondo Michael King (University College di Londra) il 20% della popolazione Britannica rientra in questa categoria.

Negli Stati Uniti, da un sondaggio di Newsweek risulta ancora più evidente questo, non ricordo se 40% si era dichiarato persona spirituale, ma non religiosa. Ah ah! Sono consapevole che esiste il fenomeno della sostituzione! Questo sarebbe da dibattere.

Sette, superstizioni, il blocco new age... i figli delle stelle - ti credo che siano "spirituali" e suppongo nei nostri tempi di consumismo e superficialità con qualche probabilità siano considerati di avere più problemi di salute mentale, come ansia o depressione.

Infatti sembrerebbe che le persone "spirituali" possano soffrire di più di salute mentale rispetto a quelle convenzionalmente religiose, agnostiche o atee. Ma che cosa intende la gente quando si descrive "spirituale, ma non religioso" allora?

Per tanti, me compreso, è nulla di esoterico. Invece, sono semplicemente percezioni di tipo artistico, fantasioso, creativo appunto cose che si trovano nella nostra capacità di astrazione. Che poi se è vero che aumenta col nostro stato di coscienza!

Esperti di meccanica quantistica sono andati a fare due chiacchiere col Dalai Lama, in realtà a lui gli piace essere coinvolto in argomenti scientifici. Sono tre filmati medio lunghi su youtube che fa piacere seguire. Ah! La mia opinione resta insignificante!

Se si può dare un senso al termine "in bocca al lupo" allora si può anche dire "Dio mio mi sono stancato".

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62
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Amarillis80 ha scritto:Io mi definisco atea perchè non credo nell'esistenza di dio e credo alle spiegazioni della scienza. Detto questo dipende tanto da cosa si intende per spiritualità, se riguarda la propria ricerca di dio in me non è presente, ho trovato d atempo le mie risposte; se riguarda invece la percezione del proprio io, la dimensione "mentale" ovviamente è un'aspetto presente in ognuno di noi. Io penso di essere una persona piuttosto concreta ma ascolto molto le mie sensazioni, pensieri, emozioni...

Bene; questo però forse comporterebbe l’essere agnostica poiché la scienza non ha eliminato l’esistenza di Dio, inteso come entità alla quale si ascrivono determinate qualità.
Semmai essa ha fornito un’altra prospettiva; forse più credibile, a  certe affermazioni/convinzioni, arrivando in qualche modo a dire che la capacità umana di comprendere la realtà, si carica  anche di tutti i limiti e gli errori ad essa ascrivibili.
E qua ritorna la felice affermazione di Nietzsche.
Per quanto riguarda l'ultimo passaggio, relativamente all'introspezione; all'attenzione che poni al tuo dialogo interiore: se è così, è una felice condizione la tua.

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Aleister
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Viandante Storico
L'ateismo è frutto maturo della fede, non della credenza, ma di quell'orientamento all'Assoluto in quanto assoluto ovvero disciolto da ogni rappresentazione e concetto strumentali e speculari alla volontà appropriativa del soggetto.
Ma esiste, prima, originaria - forse - una "spiritualità" (termine che già evoca la violenza di un rifiuto del sensibile o l'opacità dell'emotivo) della tenerezza dell'umano comune, scarnificato, nudo. Di una carezza come interfaccia tra senso e Senso, corpo e anima.
La divina tenerezza è sobria e discreta. Si trasmette da corpo a corpo, attraverso lo sguardo, la mano, la semplice presenza, l’ascolto benevolo e gioioso. Gode del prossimo, senza nulla esigere da esso. Scambia senza cercare profitto. Dona senza aspettare alcun riscontro. È l’umanità ingenua e semplice. Può fare a meno di tutto, persino delle parole. Permette all’uomo di sopportare sé stesso nella traversata talora terribile della vita.

Per questo "dobbiamo difenderla con forza, lei che è amore e forza, contro ciò che le rassomiglia tanto da trarre in inganno e che è esattamente il suo contrario: la distruzione dal sapore di zucchero (la crudeltà dolciastra soprattutto), amare la propria disgrazia, gemere. E l’amara complicità di colui che geme e di chi compatisce! Si nutrono l’un l’altro delle loro deiezioni, del loro gusto per la morte. Sì, separare la divina tenerezza dalla sua orribile caricatura: la falsa compassione che si nutre della sventura dell’altro, che ne succhia l’abiezione e la vergogna. Senza dubbio per consolarsi del peggio che la abita" (Maurice Bellet)

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Candido
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Viandante Storico
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La distruzione dal sapore di zucchero, la crudeltà dolciastra, e tutto il resto...quale "utentessa" vi ricorda questa definizione?  SGHIGNAZZARE 
Parliamo dell'interesse vero e profondo per l'umano ed il suo cammino, necessariamente eterno, fatto di mille cadute e rialzate, mille bellezze ed abiezioni...al di fuori del disprezzo e della chiusura verso l'"errore"...Sapendo che questo modo di essere è difficile da seguire, ma fa parte di un percorso di cui si avverte il sentore come un profumo di liberazione da cui ci separa la nostra mente.

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65
Amarillis80
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Viandante Residente
Viandante Residente
@nextlife ha scritto:
@Amarillis80 ha scritto:Io mi definisco atea perchè non credo nell'esistenza di dio e credo alle spiegazioni della scienza. Detto questo dipende tanto da cosa si intende per spiritualità, se riguarda la propria ricerca di dio in me non è presente, ho trovato d atempo le mie risposte; se riguarda invece la percezione del proprio io, la dimensione "mentale" ovviamente è un'aspetto presente in ognuno di noi. Io penso di essere una persona piuttosto concreta ma ascolto molto le mie sensazioni, pensieri, emozioni...

Bene; questo però forse comporterebbe l’essere agnostica poiché la scienza non ha eliminato l’esistenza di Dio, inteso come entità alla quale si ascrivono determinate qualità.
Semmai essa ha fornito un’altra prospettiva; forse più credibile, a  certe affermazioni/convinzioni, arrivando in qualche modo a dire che la capacità umana di comprendere la realtà, si carica  anche di tutti i limiti e gli errori ad essa ascrivibili.
E qua ritorna la felice affermazione di Nietzsche.
Per quanto riguarda l'ultimo passaggio, relativamente all'introspezione; all'attenzione che poni al tuo dialogo interiore: se è così, è una felice condizione la tua.

Dipende sempre da che significato si dà a determinate parole. Ateno non è colui che non crede ad alcuna divinità? E agnostico colui che non avendo abbastanza conoscenza non sa prendere posizione? Forse la mia posizione è a cavallo, nel senso che non penso di possedere la verità assoluta ma per quello che ho visto, sentito, vissuto nel corso degli anni credo che dio non esista. Nel il dio cattolica nè alcuna divinità ultraterenna,ecc.ecc.

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Hara2
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Viandante Storico
@Candido ha scritto: ...ha fede nella non esistenza di un Dio piuttosto che nella sua esistenza, ma sempre di fede si tratta.

Valuti in base gli altri partendo  dalla tua dimensione psicologica, la quale, come quella di tutti, contasega.

Non è questione di fede ma di evidenze, tu affermi l'esistenza di un essere sovrannaturale non provabile scientificamente  e che contrasta con la comune esperienza.

Se fosse ne prenderei atto come di qualsiasi altro dato di fatto  E questa è un'altra differenza, io prendo atto dell'esistenza della fantafuffaprotoparticellaultralucica non "credo" in esse. Lo stesso succederebbe con un ipotetico dio





La sua "spiritualità" (profondità, sensibilità umana) si vedrà dalle sue opere, non da quello che sostiene.

Qualcuno purtroppo sostiene che vi sia colpa, "peccato", nella intenzione[/quote]

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67
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
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@Hara2 ha scritto:

Valuti in base gli altri partendo  dalla tua dimensione psicologica, la quale, come quella di tutti, contasega.

Non è questione di fede ma di evidenze, tu affermi l'esistenza di un essere sovrannaturale non provabile scientificamente  e che contrasta con la comune esperienza.

Se fosse ne prenderei atto come di qualsiasi altro dato di fatto  E questa è un'altra differenza, io prendo atto dell'esistenza della fantafuffaprotoparticellaultralucica non "credo" in esse. Lo stesso succederebbe con un ipotetico dio






dipende dal fervore che uno mette nel difendere quel "non "credo" in esse". Talvolta alcuni atei sono più infervorati del difendere la non esistenza del fantafuffaprotoparticellaultralucica di quanto lo siano alcuni tiepidi credenti.

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68
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Mi sono letta la discussione e non mi ricordo chi ( mi pare il Kakka) ha detto che il termine spiritualità è ambiguo. Quoto. In genere lo si usa o come sinonimo di religiosità o per designare una dimensione che implica il contatto con il divino diversa da quella tradizionale. Perchè mai? Lo domando a voi sperando che qualcuno sappia come e perchè questo termine è usato così.
Un uso simile del concetto di spiritualità implica il concepire l'accesso a certi ambiti come ( il bene ad esempio) come necessariamente mediato da un che di trascendente. In realtà il fatto che questi ambiti siano rilevanti per l'uomo significa che sono parte della nostra esistenza. In parole povere significa che sono umani.
Per me addirittura non sono solo rilevanti, ma fondamentali per l'esistenza umana e quindi essenzialmente umani.

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SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Io penso che sia semplice.

Il mondo occidentale e non solo, è una evoluzione di quello che è stato il condizionamento ambientale delle religioni - pensiamo ai revisionismi, pensiamo ai concili e pensiamo al secolarismo.

Ma quanti sono i termini che usiamo oggi ed avevano altri significati ieri?

Io penso che sia fin troppo chiaro e che di base manchi la volontà. Segue un raccontino inventato per dare il senso.

Il sig. Bianchi afferma che esiste in natura un elemento che immesso nell'organismo in quantità minima sia in grado di produrre in quell'organismo ossigeno per sempre.

Questo è irrazionale perché Bianchi non dimostra ciò che dice e comunque l'affermazione contiene più stranezze ancora e pertanto oltre la verifica servirebbe la descrizione.

Fede e Ragione allora, irrazionale e razionale dunque. Alla fede di Bianchi per l'auto-ossigeno non sarà opposta alcuna fede contraria e ciò varrà per 100% degli scettici.


Lo stesso discorso vale per ogni affermazione di fede - Inoltre che non si dica cosa sono gli altri ma che si sappia descrivere quello che è la propria persona, con ragione.

Come dire che i genovesi mangiano la pasta scotta, i napoletani una pizza schifosa, i toscani un pane immangiabile, i laziali vino imbevibile, così non c'è oggettività.

Riguardo alla spiritualità, se dovesse servire.


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70
Candido
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Viandante Storico
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@Miss.Stanislavskij ha scritto:
dipende dal fervore che uno mette nel difendere quel "non "credo" in esse". Talvolta alcuni atei sono più infervorati del difendere la non esistenza del fantafuffaprotoparticellaultralucica di quanto lo siano alcuni tiepidi credenti.

Infatti! Alcuni affrontano certi argomenti come se stessero parlando dal punto di vista di un tifoso di calcio, cosa che, se ancora è comprensibile per la politica, la filosofia, la religione come schema precostituito, diventa un atteggiamento assurdo se invece si tratta di tentare un discorso su un sentore interiore, delle intuizioni, delle esperienze vissute. E ciò qualunque sia il punto di vista da cui si parte.



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Lucio Musto
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@Candido ha scritto:
@Miss.Stanislavskij ha scritto:
dipende dal fervore che uno mette nel difendere quel "non "credo" in esse". Talvolta alcuni atei sono più infervorati del difendere la non esistenza del fantafuffaprotoparticellaultralucica di quanto lo siano alcuni tiepidi credenti.

Infatti! Alcuni affrontano certi argomenti come se stessero parlando dal punto di vista di un tifoso di calcio, cosa che, se ancora è comprensibile per la politica, la filosofia, la religione come schema precostituito, diventa un atteggiamento assurdo se invece si tratta di tentare un discorso su un sentore interiore, delle intuizioni, delle esperienze vissute. E ciò qualunque sia il punto di vista da cui si parte.




ma naturalmente!... è del tutto arbitrario e fuorviante pensare che il "bigotto" sia solo uno che va in una chiesa... il bigottismo è un modo d'essere indipendente dal credo!

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72
laura18

Viandante Mitico
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@NinfaEco ha scritto:Mi sono letta la discussione  e non mi ricordo chi ( mi pare il Kakka)  ha detto che il termine spiritualità è ambiguo. Quoto. In genere lo si usa o come sinonimo di religiosità o per designare una dimensione che implica il contatto con il divino diversa da quella tradizionale. Perchè mai? Lo domando a voi sperando che qualcuno sappia come e perchè questo termine è usato così.
Un uso simile del concetto di spiritualità implica il concepire l'accesso a certi ambiti   come ( il bene ad esempio) come necessariamente mediato da un che di trascendente. In realtà il fatto che questi ambiti siano rilevanti per l'uomo significa che sono parte della nostra esistenza. In parole povere significa che sono umani.
Per me addirittura  non sono solo rilevanti, ma fondamentali per l'esistenza umana e quindi essenzialmente umani.
Secondo me la "spiritualità"gran parte di noi la usano per descrivere una serie di sensazioni e consapevolezze interiori che tendenzialmente vengono associate ad un "divino"diverso..nel bene o nel male.Per abitudine,per educazione partiamo con una base "religiosa"della spiritualità,e forse nel momento del "viaggio" introspettivo della consapevolezza adulta e matura che ci sia un "qualcosa"che ci rende quello che siamo tendiamo a catalogare tale "qualcosa"in base alle nostre "conoscenze originarie".Secondo voi c'è una "spiritualità"del "male" diversa da quella alla quale normalmente ci associamo,o le due convivono in ognuno di noi come un "tot"? nonvolevo 

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Hara2
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Viandante Storico
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@Miss.Stanislavskij ha scritto:
@Hara2 ha scritto:

Valuti in base gli altri partendo  dalla tua dimensione psicologica, la quale, come quella di tutti, contasega.

Non è questione di fede ma di evidenze, tu affermi l'esistenza di un essere sovrannaturale non provabile scientificamente  e che contrasta con la comune esperienza.

Se fosse ne prenderei atto come di qualsiasi altro dato di fatto  E questa è un'altra differenza, io prendo atto dell'esistenza della fantafuffaprotoparticellaultralucica non "credo" in esse. Lo stesso succederebbe con un ipotetico dio






dipende dal fervore che uno mette nel difendere quel "non "credo" in esse". Talvolta alcuni atei sono più infervorati del difendere la non esistenza del fantafuffaprotoparticellaultralucica di quanto lo siano alcuni tiepidi credenti.

Alla maggior parte di coloro che non sotto l'influenza di quella roba strana chiamata fede la chiesa si appalesa odiosa, nociva e al tempo stesso ridicola

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74
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Chissà perché molti accomunano l'idea di credere in un Dio con l'appartenenza a una Chiesa qualunque essa sia. Bisogna portare per forza un'etichetta? Non agirà un meccanismo di proiezione in chi un'etichetta la propone e sbandiera egli stesso?

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75
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Hara2 ha scritto:...

Alla maggior parte di coloro che non sotto l'influenza di quella roba strana  chiamata fede  la chiesa si appalesa odiosa, nociva e al tempo stesso ridicola

beh, mi sembra normale.   In fondo ognuno ha la sua parrocchia, e disdegna quella degli altri.
ti ricordi del  "suonatore Jones" che cantava Fabrizio de Andrè?... "Sembra ancora di sentirlo dire al mercante di liquore/ tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"
per lui, la sua fede era nella bottiglia... un dio come un altro!




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