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Perché ci si innamora di una persona violenta?

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Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Capita ancora oggi a molte donne (forse, a parti invertite, anche a qualche uomo, fatemi sapere, sarebbe un caso interessante) di innamorarsi di un uomo violento e poi di sposarlo, per dover poi richiedere aiuto esterno a causa delle violenze psicologiche e fisiche subite. Non penso che certe caratteristiche possano restare del tutto nascoste fino al momento della vita insieme, per cui mi chiedo come possa accadere ad una donna di volersi unire per la vita a una persona che in fondo manifesta solo disprezzo per lei. Come ci si può ingannare fino a tal punto? Perché ovviamente qui non si tratta del puro e semplice non andare più d'accordo, non del "disinnamoramento", cosa, come si sa, frequentissima.
Mi rendo conto che parlo di una questione molto dibattuta nei forum, comunque mi interessava la vostra opinione...  sorriso 

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2
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Io posso portarti solo l'esperienza di una mia amica,per fortuna a me non è successo.
ad ogni modo la mia amica ha avuto un papà alcolista,dal quale la madre si era separata.
da grande ha sposato un uomo che con il tempo ha dimostrato le stesse caratteristiche del Padre.
Credo volesse "salvarlo".è riuscita solo a farsi riempire di botte,finchè l'ho trascinata in questura.

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3
Jesus of Suburbia
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Viandante Residente
Viandante Residente
Un grande mistero!
Della serie: perché alle donne piacciono gli uomini stronzi quando poi si lamentano del fatto che tutti gli uomini sono stronzi? Ma beh, se ve li andate a cercare...! Eheheh
Seriamente, ho letto da qualche parte, forse proprio in questo forum, che alcune donne confondono un'indole violenta con forza e sicurezza di se e solo dopo si accorgono del "malinteso."
In realtà la cosa è molto complessa e dare una motivazione valida per tutti i casi è impossibile.

@Luci62: La tipica sindrome della crocerossina, per cui una donna sente il bisogno di salvare/cambiare un uomo violento o comunque problematico, forse per qualche scompenso interiore e una sindrome di abbandono non risolta che si tende a proiettare all'esterno.

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4
luci62
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Viandante Mitico
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Jesus of Suburbia ha scritto:Un grande mistero!
Della serie: perché alle donne piacciono gli uomini stronzi quando poi si lamentano del fatto che tutti gli uomini sono stronzi? Ma beh, se ve li andate a cercare...! Eheheh
Seriamente, ho letto da qualche parte, forse proprio in questo forum, che alcune donne confondono un'indole violenta con forza e sicurezza di se e solo dopo si accorgono del "malinteso."
In realtà la cosa è molto complessa e dare una motivazione valida per tutti i casi è impossibile.

@Luci62: La tipica sindrome della crocerossina, per cui una donna sente il bisogno di salvare/cambiare un uomo violento o comunque problematico, forse per qualche scompenso interiore e una sindrome di abbandono non risolta che si tende a proiettare all'esterno.




Non so se sia solo la sindrome della crocerossina,
sicuramente non è legato nè alla cultura nè a particolari zone o ambienti.
è un fenomeno diffuso in tutto il mondo e forse le motivazioni sono troppe e troppo complesse

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5
Jesus of Suburbia
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Viandante Residente
Viandante Residente
Mi riferivo al caso che hai citato: a me sembra si tratti di quello, poi concordo, ho già detto che anche secondo me è difficile trovare delle motivazioni generali.

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6
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Ho citato quello perchè l'ho toccato da vicino,ho sentito di altri casi,che mi sembrano molto diversi,ma il risultato non cambia.é l'uomo,il maschio,che spesso diventa violento per sfogare la propria rabbia o frustrazione.

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7
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
Candido ha scritto:Capita ancora oggi a molte donne (forse, a parti invertite, anche a qualche uomo, fatemi sapere, sarebbe un caso interessante) di innamorarsi di un uomo violento e poi di sposarlo, per dover poi richiedere aiuto esterno a causa delle violenze psicologiche e fisiche subite. Non penso che certe caratteristiche possano restare del tutto nascoste fino al momento della vita insieme, per cui mi chiedo come possa accadere ad una donna di volersi unire per la vita a una persona che in fondo manifesta solo disprezzo per lei. Come ci si può ingannare fino a tal punto? Perché ovviamente qui non si tratta del puro e semplice non andare più d'accordo, non del "disinnamoramento", cosa, come si sa, frequentissima.
Mi rendo conto che parlo di una questione molto dibattuta nei forum, comunque mi interessava la vostra opinione...  sorriso 

Quello che potuto osservare (due mie amiche hanno vissuto situazioni analoghe) è che in ambedue i casi si trattava di situazioni riflesse.Nel senso che ambedue sono cresciute in ambienti violenti,dove i padri praticavano abusi verbali e fisici sulle mamme e su di loro bambini..Sono cresciute pensando che a loro non capiterà mai,invece sono finite con sposare uomini che forse al'inizio non erano violenti ,ma lo sono diventati con il tempo.E non solo violenze psicologiche ma sopratutto fisiche.Quello che a me ha stupito tanto è stato il fatto che sono donne molto forti come caratteri,ma sentendo i loro racconti,nel momento nel quale subivano tali violenze si errano arrese come se la loro vita fosse finita li,come se quelle situazioni erano meritate.Gli uomini caratterialmente deboli,insultandole,picchiandole,minacciandole si sentivano forti nel poter controllare loro cosi.

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8
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
laura18 ha scritto:
Candido ha scritto:Capita ancora oggi a molte donne (forse, a parti invertite, anche a qualche uomo, fatemi sapere, sarebbe un caso interessante) di innamorarsi di un uomo violento e poi di sposarlo, per dover poi richiedere aiuto esterno a causa delle violenze psicologiche e fisiche subite. Non penso che certe caratteristiche possano restare del tutto nascoste fino al momento della vita insieme, per cui mi chiedo come possa accadere ad una donna di volersi unire per la vita a una persona che in fondo manifesta solo disprezzo per lei. Come ci si può ingannare fino a tal punto? Perché ovviamente qui non si tratta del puro e semplice non andare più d'accordo, non del "disinnamoramento", cosa, come si sa, frequentissima.
Mi rendo conto che parlo di una questione molto dibattuta nei forum, comunque mi interessava la vostra opinione...  sorriso 

Quello che potuto osservare (due mie amiche hanno vissuto situazioni analoghe) è che in ambedue i casi si trattava di situazioni riflesse.Nel senso che ambedue sono cresciute in ambienti violenti,dove i padri praticavano abusi verbali e fisici sulle mamme e su di loro bambini..Sono cresciute pensando che a loro non capiterà mai,invece sono finite con sposare uomini che forse al'inizio non erano violenti ,ma lo sono diventati con il tempo.E non solo violenze psicologiche ma sopratutto fisiche.Quello che a me ha stupito tanto è stato il fatto che sono donne molto forti come caratteri,ma sentendo i loro racconti,nel momento nel quale subivano tali violenze si errano arrese come se la loro vita fosse finita li,come se quelle situazioni erano meritate.Gli uomini caratterialmente deboli,insultandole,picchiandole,minacciandole si sentivano forti nel poter controllare loro cosi.


con il come se lo fossero meritate forse hai colto nel segno

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9
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Senza generalizzare eccessivamente, è ipotizzabile che ci sia una tendenza a ricercare modelli relazionali che, nel bene o nel male, ri-conosciamo.

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10
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Io ho sempre avuto relazioni con donne pacifiche.
Violente lo sono diventate dopo
 sad sad

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11
Sibert
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Viandante Residente
Viandante Residente
Se ti innamori di un violento è perchè non ti stimi. Non so se vale per tutto ma per molta gente è così.
Inoltre molte donne sono state educate che subire è bene per la famiglia, i figli e il buon nome.

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12
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Sibert ha scritto:Se ti innamori di un violento è perchè non ti stimi. Non so se vale per tutto ma per molta gente è così.
Inoltre molte donne sono state educate che subire è bene per la famiglia, i figli e il buon nome.

Troppo riduttivo: se fosse così tutte le persone con bassa autostima si accompagnerebbero con un "violento".

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13
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Una donna che si lega a un uomo violento, per poi doversene pentire, sarà certamente poco acuta e perspicace. Ma questa non può essere una sua colpa. Avrà scambiato per capacità di darle la sicurezza di cui ha bisogno dei modi spicciativi e risoluti, che poi si riveleranno ANCHE violenti, nella vita a due. Certo che anche la tradizione storica del ruolo sottomesso della donna gioca ancora, nel terzo millennio, un suo ruolo...

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14
Cenere79
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Mi viene mente il programma televisivo Amore criminale. Di tutte le storie raccontate (ne ho seguite tante) non ne ricordo una in cui l'indole violenta si fosse manifestata subito permettendo alla donna di "fuggire" in tempo, il che mi fa pensare che certo possono esserci dei segni, per così dire, premonitori, ma forse certe caratteristiche hanno bisogno di un determinato contesto per manifestarsi pienamente (convivenza o comunque lunga frequentazione, difficoltà e problemi di varia natura etc).
Quindi io mi chiederei piuttosto perché (tolta la paura che comunque gioca un ruolo fondamentale) molte donne, scoperta la natura dei loro compagni, si ostinano a rimanere loro accanto.

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15
nonnoettore
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Viandante Residente
Viandante Residente


each man kills the thing he loves
di Oscar Wilde nel suo poema "The Ballad of Reading Gaol"
uscito dal carcere per condanna di omosessualità

un po' amaro ed esagerato nella sua crudezza, ma abbastanza vicino alla realtà


nonnoettore

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16
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
Candido ha scritto:Una donna che si lega a un uomo violento, per poi doversene pentire, sarà certamente poco acuta e perspicace. Ma questa non può essere una sua colpa. Avrà scambiato per capacità di darle la sicurezza di cui ha bisogno dei modi spicciativi e risoluti, che poi si riveleranno ANCHE violenti...
questo in un certo senso può essere congruente a quello che aveva sintetizzato Yale;

se si è stati educati in un determinato contesto, che sia violento, nevrotico in modo diverso, ecc... probabilmente si ha familiarità con un tipo di comunicazione, si è addestrati a riconoscere e gestire determinati sentimenti;
perciò, quando si incontra una persona con cui si ha una facile intimità e comunicazione, è verosimile che quella "parli la stessa lingua", ma riveli solo successivamente propensioni non percepite immediatamente.

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17
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Allora allora allora, facciamo i dovuti distinguo perche' se no qua facciamo confusione.

In primis e' vero che molto spesso le donne che tendono a finire con persone violente hanno delle storie pregresse in famiglia o con altri affetti. Dipende molto dalle casistiche, tuttavia, se la persona effettivamente riconosce immediatamente e a livello conscio la persona violenta, oppure no.

Non si tratta sempre di confondere il comportamento con una certa forza di carattere. Molto spesso semplicemente, se non attraverso minuscoli dettagli, la cosa non si manifesta per niente fino a un certo punto.
Altrettanto spesso ci si rifiuta di abbracciare l'idea che la persona di cui ci si e' innamorati puo' essere una maledizione uguale o superiore a quella di cui si crede di essersi finalmente liberati, in un certo senso.

Quando si approccia una persona molto problematica, come nel caso dell'amica "crocerossina" citata, effettivamente si, voleva "salvarlo". In generale nelle relazioni si tende a rivivere un eventuale esperienza traumatica in famiglia nel tentativo di cambiare quello che e' andato storto. E' un meccanismo mentale che intrappola molte. Ma non tutte.

A volte e' proprio la persona violenta ad intrappolare, con tutta la sagacia e la malattia mentale di cui una persona in grado di sfogare la propria violenza su chi ritiene di amare e' capace. E' sorprendente come in molti casi questi personaggi neghino completamente la realta' rifiutando le responsabilita' delle proprie azioni. La frase classica del marito violento messo spalle al muro e' "Lei dice balle perche' vuole farmi del male, io non ho mai fatto niente".

Vi spiego in breve. (balle, sono gia' stato troppo prolisso e non ho neanche iniziato! NdGiglio)
Mi preme innanzitutto specificare che questa e' una questione che prescinde dal genere. Esistono donne violente, e vittime uomini. Tuttavia qua si stava parlando di un caso specifico, e a quello mi attero'.

Il tipico comportamento di una persona violenta con la propria meta', a meno che la violenza non sia dovuta a stati alterati (come alcolismo e droga), si sviluppa con le dovute approssimazioni in questa maniera:

Identificare ed agganciare la "vittima"
La donna ideale dell'uomo violento e' una persona che ha dei problemi. Noi tutti abbiamo dei problemi, ma il target ha dei problemi che la persona puo' sfruttare per entrare nella sua vita sottoforma di "soluzione" o di "simbolo di cambiamento".
Effettivamente inizialmente si presenta come una persona estremamente positiva, estremamente presente e concretamente decisa a risolvere la vita della propria partner. Da spesso l'idea di dare un'importanza esagerata, ed avere una visione molto idealizzata del suo target.
Una volta che e' stato preso come sostegno, ha conquistato la sua vittima, e ha quindi raggiunto uno stato in cui puo' mettere il becco nella vita dell'altra persona sottoforma di consigliere risolutore e amore e partner, passa al prossimo step.
Tutto questo e' molto piu' semplice quando la vittima che si sceglie e' la propria figlia, perche' non e' necessario infinocchiarla in nessun modo, in quanto gia' si ha un potere pressoche' enorme sulla sua vita e sul suo sviluppo.
In questa fase si possono notare segnali perplimenti, sebbene ancora accettabili come il tentativo di introduzione di alcune "regole" stabilite principalmente da lui, ma che sono bizzarramente restrittive rispetto alla norma. Un esempio classico puo' essere "non puoi uscire con altri uomini senza che io sia presente".

Fare terra bruciata attorno
Questo passo e' importantissimo per evitare rogne e per intrappolare la propria vittima. Gradualmente, il "salvatore" iniziera' a suggerire che tutte le amicizie della vittima non sono amicizie vere, hanno fatto e detto questo e quello, non si meritano la sua attenzione, eccetera eccetera. Uno per uno, cerchera' di rendere tutti dei nemici, o allontanarli o incastrarli per allontanarli in tutti i modi possibili.
La vittima non deve avere nessun sostegno che non sia il "salvatore".
Disgraziatamente, anche in questa fase la persona violenta non mostrera' la sua vera faccia, e si limitera' a cercare di diventare tutto cio' su cui la vittima puo' contare, tutto cio' che ha e che si merita, tutto cio' che compone la sua vita.
Allo stesso modo si potrebbero iniziare a vedere segni di un tentativo di rendere la persona meno indipendente anche a livello economico, prendendo di mira colleghi e capi, e cercando di spronare la vittima a licenziarsi proponendo di badare a lei. Questo tuttavia non succede sempre anche e soprattutto per questioni economiche. Esistono anche casi in cui il violento non ha capacita' di gestirsi il denaro, di conseguenza ha costantemente bisogno dell'introito della vittima, che utilizza senza farsi troppi scrupoli come tutti i servizi che lei puo' offrirgli. Avra' la tendenza a fare da padrone, e non fare un cazzo, ma questa puo' anche manifestarsi esclusivamente nello step successivo, per mantenere meglio la facciata.
Terminato il lavoro, o a meta' di esso il "salvatore" generalmente chiede di consolidare il rapporto con un matrimonio, altra catena che rende un'eventuale idea di separazione piu' fallimentare e piu' di difficile e lunga gestione.
Una volta create tutte le condizioni ideali, la persona finalmente passa al prossimo passo.

Un "casuale gesto di rabbia"
Inizia tutto da uno schiaffone, da uno scatto isterico in cui si fa la voce eccessivamente grossa, o da un forzare un rapporto sessuale. Un inizio di un graduale instillarsi di una logica del terrore. La vittima e' spiazzata perche', inconsciamente o no, spesso rimuove i segnali perplimenti del prima fidandosi della persona che ama e che si e' tanto presa cura di lei. E' spiazzata ed inizia ad avere paura.
Gli episodi si ripetono e sono spesso sempre peggiori, il "controllo" del violento inizia a far crollare le fondamenta delle certezze della vittima. E in tutto questo lei non ha nessun sostegno esterno. Si ritrova improvvisamente in un incubo, sola. Cerca di gestirselo aggrappandosi ai momenti in cui la persona e' ancora un barlume del premuroso marito che credeva di aver sposato, e lui si aggrappa a questa disperazione approfittandosene sempre di piu'.
Se anche ci fossero momenti in cui lei e' stufa, sara' sempre portata a pensare che puo' risolvere la situazione, che non e' cosi' importante, che e' colpa sua o che lui cambiera' e sta solo passando un brutto periodo. Ogni promessa fatta per non essere lasciato sara' per lei una lampadina in un mondo di vuoto.
Il violento non fara' che peggiorare e dare segni di squilibrio, invece.
Tende a minacciare, a chiudere in casa, ad umiliare. Piu' l'autostima della vittima viene meno, meno forze essa avra' per uscire dal circolo vizioso di convinzioni che si fa in testa. Molto spesso, prima o durante questa fase, c'e' di mezzo anche un figlio, anch'esso utilizzato come ricatto morale.
Piu' le cose degenerano, piu' la vittima arriva ad aver paura di essere uccisa.
Ma nel contempo qualcosa la blocca aggrappata alla convinzione che puo' risolvere la situazione da sola.
Arrivera' persino a nascondere cio' che succede, a difendere la persona violenta.

Aiutare le persone in quello stato e' un processo molto delicato e che richiede pazienza e preparazione. Ad una persona esterna alla situazione puo' sembrare assurdo che la donna resti al fianco di chi le fa paura e le fa male. Pero', le cose non sono cosi' semplici.

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18
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Giglio Bianco ha scritto:Allora allora allora, facciamo i dovuti distinguo perche' se no qua facciamo confusione.
Vi spiego in breve.

Sissì, spiegaci.

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19
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Giglio Bianco ha scritto:
Vi spiego in breve. (balle, sono gia' stato troppo prolisso e non ho neanche iniziato! NdGiglio)

 rotolarsi dal ridere Come ti capisco !

e' una questione che prescinde dal genere. Esistono donne violente, e vittime uomini.

Anche secondo me. Forse è solo per fattori culturali che la bilancia tende ad inclinarsi verso il mondo femminile.
Però credo che la violenza dell'uomo sulla donna sia diversa da quella della donna sull'uomo nel suo modo di manifestarsi, e probabilmente si scatena anche per ragioni differenti.
Può essere?



Aiutare le persone in quello stato e' un processo molto delicato e che richiede pazienza e preparazione. Ad una persona esterna alla situazione puo' sembrare assurdo che la donna resti al fianco di chi le fa paura e le fa male. Pero', le cose non sono cosi' semplici.

Già. A volte mi chiedo se si possano aiutare.
Sinceramente non credo, a meno che non inizino ad aiutarsi da se.
Chiunque arrivi dal di fuori armato di buone intenzioni ha già un posto nella loro costellazione affettiva: dove c'è una vittima, non solo c'è un carnefice ma anche un salvatore. E' lo schema deve venire riscritto, perchè i vari pupazzi recitino parte diverse.

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20
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ci sono gruppi di aiuto in cui in teoria le persone sono "addestrate" ad ascoltare e dare un indirizzo, una possibilita', uno spiraglio, fatti appositamente perche' sia "professionale" il tipo di salvataggio, non inficiando eccessivamente il mondo relazionale della vittima.

Offrono sostegno psicologico, un percorso, protezione e un aiuto legale.

Tuttavia spesso i casi sono cosi' numerosi da non riuscire a seguirli tutti come si dovrebbe, oppure l'operatore a cui ci si rivolge per primo (che e' la figura piu' importante, raccoglie un primo barlume di richiesta d'aiuto!) non e' sempre in grado di indirizzare la vittima verso una via di uscita.

E rimane il problema che la maggior parte dei casi non arriva neanche a questi gruppi, perche' la persona rimane intrappolata dalle sue stesse paure.

Per quanto riguarda il motivo e le modalita' per cui le donne possono diventare violente o abusive, sarebbe un buon argomento per un altro thread credo. Puo' essere, credo che come tutto dipenda dai casi. Gli indottrinamenti culturali fanno un sacco di casino nella mente di certe persone...

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21
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Giglio Bianco ha scritto:
Tuttavia spesso i casi sono cosi' numerosi da non riuscire a seguirli tutti come si dovrebbe, oppure l'operatore a cui ci si rivolge per primo (che e' la figura piu' importante, raccoglie un primo barlume di richiesta d'aiuto!) non e' sempre in grado di indirizzare la vittima verso una via di uscita.


Stai dicendo che un operatore di un servizio organizzato per aiutare le donne con questo genere di difficoltà, spesso non è in grado di indirizzarle correttamente? Non ti sembra di esagerare?
Sto leggendo qua e là i tuoi interventi: trasudano sicumera ma scava-scava contengono solo banali luoghi comuni.

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22
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ahime' non parlo a vanvera, ho visto diversi casi come questo e devo dire che neanche uno, purtroppo, e' stato correttamente gestito. Per loro stessa ammissione, avvocati ed operatori hanno detto che avevano difficolta' a seguire tutti i casi.

Magari conosco solo persone molto sfortunate, che ti posso dire. Se vuoi posso dire che purtroppo "capita", togliendo lo "spesso". Non cambia il succo del discorso, ovvero che gran parte delle donne che si trovano in una situazione simile non trovano una soluzione, per paura o per mala gestione della situazione da parte di chi vuole aiutarle, sia questa persona di un'organizzazione, un conoscente o un amico non del tutto allontanato.

Volendo, si potrebbe trovare "banalita'" in ogni discorso. Noto che ignorare il rimarco sarcastico non ha funzionato, percio' proviamo cosi': Io mi limito, magari in maniera involontariamente fastidiosa, a dire la mia opinione o condividere alcune nozioni che conosco in tema con gli argomenti.
Mi rammarica che il mio tono ti infastidisca abbastanza da averti spinto a fare un lavoro di questo genere, ma, hey, sopravvivero' all'annoso problema di starti sul cazzo. Sono piu' che pronto a rispondere a considerazioni sull'argomento, se tuttavia dovessi causarti fastidi sufficienti a spingerti ad attaccarmi "ad personam", vieni pure a dirmi che sono un coglione in privato, credo sia un posto piu' appropriato. Ti aspetto!  sorriso

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23
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Giglio Bianco ha scritto:Ahime' non parlo a vanvera, ho visto diversi casi come questo e devo dire che neanche uno, purtroppo, e' stato correttamente gestito. Per loro stessa ammissione, avvocati ed operatori hanno detto che avevano difficolta' a seguire tutti i casi.

Magari conosco solo persone molto sfortunate, che ti posso dire. Se vuoi posso dire che purtroppo "capita", togliendo lo "spesso". Non cambia il succo del discorso, ovvero che gran parte delle donne che si trovano in una situazione simile non trovano una soluzione, per paura o per mala gestione della situazione da parte di chi vuole aiutarle, sia questa persona di un'organizzazione, un conoscente o un amico non del tutto allontanato.

Volendo, si potrebbe trovare "banalita'" in ogni discorso. Noto che ignorare il rimarco sarcastico non ha funzionato, percio' proviamo cosi': Io mi limito, magari in maniera involontariamente fastidiosa, a dire la mia opinione o condividere alcune nozioni che conosco in tema con gli argomenti.
Mi rammarica che il mio tono ti infastidisca abbastanza da averti spinto a fare un lavoro di questo genere, ma, hey, sopravvivero' all'annoso problema di starti sul cazzo. Sono piu' che pronto a rispondere a considerazioni sull'argomento, se tuttavia dovessi causarti fastidi sufficienti a spingerti ad attaccarmi "ad personam", vieni pure a dirmi che sono un coglione in privato, credo sia un posto piu' appropriato. Ti aspetto!  sorriso
 
Che siano numerosi lo posso ipotizzare.
Ma tu stai facendo passare il messaggio che gli operatori specifici non siano preparati, e questo, per come lo leggo io, si chiama "cavalcare il luogo comune che in Italia non funziona niente".
Non credo tu possa basarti sulla tua esperienza personale, che statisticamente è pressoché nulla, per poter usare il termine "spesso": l'italiano non è un'opinione e dire "conosco cinque-dieci-(esageriamo) venti persone a cui non è andata bene" suona in modo totalmente diverso. E cadi nello stesso errore concludendo con "gran parte delle donne...".
Io credo che per questo genere di associazioni il problema maggiore sia, piuttosto, riuscire a mantenere un contatto: telefonare ad un centro di accoglienza non significa essere pronti a seguire tutto il percorso.
 
Quanto al tuo invito, devo declinare.
Non ti conosco abbastanza per decidere che "mi stai sul cazzo" (infatti il mio non è un attacco "ad personam", ma a quello che scrivi). E se anche fosse non avrei problemi a dirlo pubblicamente.

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24
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ho semplicemente detto che esistono casi in cui sono impreparati, o meglio, non impreparati, ma sovraccaricati di lavoro. Sinceramente non sono persona da credere e passare il messaggio che "in Italia non funziona niente", leggi sottointesi che non volevano esserci.

Per quanto riguarda quello che scrivo, si basa principalmente su quello che conosco, che parte semplicemente dallo studiare fenomeni come questi, in libri, discutendone con psicologi ed assistenti che sono mie carissime amicizie, (la psicologia e' uno dei miei pochi interessi) non mi permetterei mai di parlare senza una "base", anche se questa base puo' essere un'informazione passatami da racconti su diverse casistiche in diverse citta', ma pur sempre "statisticamente irrilevante". Ovviamente ritengo che questi gruppi di aiuti siano utili, e anzi, necessari, o non li avrei neanche menzionati.

Per quanto riguarda quello che dici, e' verissimo che telefonare non equivale ad essere pronti a seguire il percorso. Proprio per questo il modo in cui si gestiscono le prime "telefonate" ha una certa importanza. Se gestite in maniera sbagliata (SE, e mi dispiace, puo' capitare. Anche e soprattutto perche' non tutti reagiscono in maniera identica), possono portare la persona a chiudersi ulteriormente.

In fondo l'argomento era come mai ci si innamora, ed eventualmente si resta legati, a delle persone violente, e' incentrato su un problema. Se poi vogliamo parlare della SOLUZIONE, ovviamente la prima cosa che consiglierei di fare a chiunque nota dei fenomeni di questo genere, e' far casualmente avere alla vittima il numero di telefono di uno di quei centri di aiuto.
Spiacente per il fraintendimento.

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25
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Giglio Bianco ha scritto:Ho semplicemente detto che esistono casi in cui sono impreparati, o meglio, non impreparati, ma sovraccaricati di lavoro. Sinceramente non sono persona da credere e passare il messaggio che "in Italia non funziona niente", leggi sottointesi che non volevano esserci.

Per quanto riguarda quello che scrivo, si basa principalmente su quello che conosco, che parte semplicemente dallo studiare fenomeni come questi, in libri, discutendone con psicologi ed assistenti che sono mie carissime amicizie, (la psicologia e' uno dei miei pochi interessi) non mi permetterei mai di parlare senza una "base", anche se questa base puo' essere un'informazione passatami da racconti su diverse casistiche in diverse citta', ma pur sempre "statisticamente irrilevante". Ovviamente ritengo che questi gruppi di aiuti siano utili, e anzi, necessari, o non li avrei neanche menzionati.

Per quanto riguarda quello che dici, e' verissimo che telefonare non equivale ad essere pronti a seguire il percorso. Proprio per questo il modo in cui si gestiscono le prime "telefonate" ha una certa importanza. Se gestite in maniera sbagliata (SE, e mi dispiace, puo' capitare. Anche e soprattutto perche' non tutti reagiscono in maniera identica), possono portare la persona a chiudersi ulteriormente.

In fondo l'argomento era come mai ci si innamora, ed eventualmente si resta legati, a delle persone violente, e' incentrato su un problema. Se poi vogliamo parlare della SOLUZIONE, ovviamente la prima cosa che consiglierei di fare a chiunque nota dei fenomeni di questo genere, e' far casualmente avere alla vittima il numero di telefono di uno di quei centri di aiuto.
Spiacente per il fraintendimento.
 
Sono pedante, lo so, ma di nuovo ci infili il discorso della poca preparazione. La rinuncia di chi si rivolge a questi centri è legata ad aspetti personali abbastanza tipici, piuttosto che alla poca preparazione degli operatori che vengono formati proprio per gestire le accoglienze.
Comunque sì, è giusto che torni a parlare delle cause.

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